mercoledì 4 maggio 2016

0 ANDREA CAVALETTO: INTERVISTA AL CREATORE DI PARANOID BOYD


Noi di Comic-Soon abbiamo incontrato Andrea Cavaletto, fumettista - e non solo - torinese per parlare del presente e del futuro Paranoid Boyd, la sua ultima fatica pubblicata da Edizioni Inkiostro, della cui prima stagione nei prossimi giorni pubblicheremo una recensione.

Prima domanda classica ma di rito: presentati ai nostri lettori che ancora non ti conoscono.
No, ma davvero?! C’è ancora qualcuno che non mi conosce? Ahahah, scherzo, eh. Vivo e vago nelle campagne torinesi dal lontano 1976. Qualche anno dopo ho iniziato a scrivere e disegnare e non ho ancora finito, a quanto pare… Ultimamente ho un po' mollato col disegno, anche se ogni tanto ci scappa ancora qualche illustrazione per film e libri, tutti rigorosamente horror. Come scrittore lavoro principalmente per il cinema indipendente italiano e internazionale e per i fumetti sia indie che mainstream. Parlando di comics, ho scritto graphic novel e storie brevi per un sacco di case editrici italiane, oltre a collaborare da ormai 8 anni con la Sergio Bonelli Editore sui personaggi di Dylan Dog e Martin Mistère. Ultimamente ho creato una serie tutta mia per la casa editrice Inkiostro, chiamata Paranoid Boyd.

L'intervista prosegue dopo il "Continua a leggere..."

Disegnatore, graphic designer, sceneggiatore per fumetti e cinema: quanto questo tuo essere poliedrico ti aiuta nel lavoro?
Non so quanto mi abbia aiutato nel lavoro. Di sicuro non ho molto tempo per annoiarmi. Se poi calcoli che ho anche due figli piccoli… Diciamo che avrei bisogno di giornate più lunghe. E comunque tutti gli ambiti in cui lavoro sono molto creativi e spesso si compenetrano. Per esempio, metto sempre un po' di scrittura cinematografica nel fumetto e viceversa, ma mi viene naturale…

Passiamo a Paranoid Boyd: da dove nasce l'idea della serie? Quali sono state le tue fonti di ispirazione o gli spunti che hanno dato il la alle avventure di William Boyd?
Paranoid Boyd nasce principalmente dalla mia voglia di creare un personaggio e una serie che fossero tutti miei. Un modo per mettermi ulteriormente alla prova, una nuova sfida per far vedere cosa so fare, soprattutto a me stesso. Il tema principale l'ho scelto perché lo conosco molto bene, essendo io un tipo decisamente paranoico. Siccome mi guardo intorno, ho notato che, su livelli diversi, paranoici lo siamo tutti, forse perché la società in cui viviamo ci porta ad esserlo.

Anche Paranoid Boyd, come diverse serie ora sul mercato, segue una struttura a stagioni: hai già in mente un quadro definitivo sul numero delle stagioni che la comporranno?
La decisione di dividere PB in stagioni è data soprattutto dal fatto che non voglio in alcun modo lasciare la serie incompiuta. E' una sorta di patto che faccio col lettore. Io mi impegno a portare a termine e far pubblicare ogni stagione, e ciascun ciclo narrativo ha un suo finale. In questo modo, se anche la serie non dovesse arrivare alla fine che io ho in mente, sarà comunque sempre completa. Detto questo, vorrei scrivere cinque cicli narrativi, oppure quattro stagioni più un numero finale unico e speciale. Poi si vedrà…

Il primo ciclo vede alternarsi come disegnatori Simone Delladio, Renato Riccio, Francesco Biagini, Matteo Pricco, Enrico Carnevale, Rossano Piccioni ed Emanuele Baccinelli per uno stile diverso ad ogni capitolo. Questa eterogeneità la troveremo anche nella seconda stagione?
Hai dimenticato Daniele Statella e Gian Luca Spampinato, che hanno lavorato in team con Emmanuele Baccinelli nel suo capitolo. Un bel po' di nomi, si. Un team di autori eterogenei. Ho affidato un capitolo a ciascuno di loro (solo Riccio ne ha disegnati due, mentre Delladio ha illustrato anche le 6 pagine che compongono il numero 0) e hanno lavorato tutti in contemporanea, così da poter avere il prodotto finito nei tempi necessari per la pubblicazione che avevo concordato con l'editore. Anche la seconda stagione avrà un gruppo di lavoro altrettanto variegato, con alcune riconferme e altre new entry. Ecco i nomi della squadra che vedrete all'opera sui numeri 5 e 6: Simone Delladio, Fabio “Punk” Baldolini, il dampyriano Francesco Gallo, Stefania CarettaMarco Patrucco, Sara “Sax” Guidi, Renato Riccio e Leonardo Colapietro. Il numero 4 sarà un'eccezione, avendo una storia unica interamente disegnata da Enrico Carnevale.
·          
Oltre che solo sceneggiarla, quanto ti piacerebbe anche disegnare un'avventura di William?
A dire il  vero preferisco vedere come i vari autori interpretano le mie idee. Mi piace la sensazione di attesa e di sorpresa che accompagna ogni nuova tavola.

Puoi darci qualche anticipazione sulla seconda stagione di Paranoid Boyd?
Parlando del numero 4, sarà un numero molto speciale scritto da me e da Marta Carotenuto, una storia unica sulla paranoia che si nasconde nei preconcetti che ancora ci sono sui rapporti tra satanismo e musica Metal. A tal proposito, posso dire che i protagonisti della storia saranno i membri dei The Foreshadowing, band realmente esistente e conosciuta a livello internazionale. Il volume uscirà anche in una special limited edition con variant cover dipinta da Simone Delladio e con un QR CODE che permetterà di ascoltare in streaming esclusivo un originale brano che i The Foreshadowing hanno realizzato come tributo al personaggio e che si intitola appunto "Paranoid Boyd". Sulla seconda stagione mi limito a dire che sarà un horror carcerario e che sarà qualcosa di molto estremo e disturbante, sia a livello grafico che psicologico. Sono sicuro che sconvolgerà parecchi lettori. Non aspettatevi troppe soluzioni ma preparatevi a porvi ancora più domande, sprofondando sempre di più nella paranoia. In fondo è questa l'essenza della serie…

Concludiamo con una domanda più mainstream, dato che sei anche sceneggiatore per Dylan Dog: quando ti rivedremo sulle pagine dell'indagatore dell'incubo e che cos'hai in serbo per lui, dopo La Calligrafia del Dolore?
Al momento ci sono due mie storie nuove per Dylan Dog: Old Boy in lavorazione, una disegnata da Christopher Possenti e la seconda dalla new entry Francesca Zamborlini. Sono due storie a cui tengo davvero molto, perché sono stato lasciato molto libero e su entrambe credo di essere riuscito ad esprimere il mio potenziale. E poi proprio in questi giorni sto scrivendo nuovi soggetti per Dylan.

- Emanuele Emma

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