venerdì 13 novembre 2015

0 DK E' "L'ALTRO" DIABOLIK? INTERVISTA ESCLUSIVA A MARIO GOMBOLI DI ASTORINA


Un'ombra si aggira per le strade di una città dalle connotazioni oscure e futuribili. È un ladro, uno spietato assassino, pronto a uccidere perché nessuno sappia della sua esistenza, subodorata soltanto da un ispettore di polizia, visto dai colleghi come un visionario, un vaneggiatore, un paranoico. Tuttavia, quando una magistrato donna comincia a credergli, la caccia al criminale diventa interessante.

Queste le coordinate entro le quali si muove DK, la versione "altra" di Diabolik che presenta caratteristiche tanto rivoluzionarie quanto avvincenti, edita da Astorina al prezzo di € 3,50, nel formato c.d. americano (72 pagine a colori, spillate, nelle dimensioni 17x26 cm).

La prima stagione prevede l'uscita di quattro uscite mensili, ognuna delle quale presenta tre distinti capitoli: Il morto, Il massacro, La trappola (N. 1, 1° Novembre 2015), Il ratto, La giudice, L'incontro (N. 2, 1° Dicembre 2015), I colpi, L'inganno, Arrivederci (N. 3, 1° Gennaio 2016), Incroci, L'evasione, Game over (N. 4, 1° Febbraio 2016). L'ultimo numero pubblica tre capitoli totalmente inediti mentre gli altri ripropongono una versione già edita in occasione dei 50 anni del personaggio (con il titolo DK. Io so chi non sono, Il Grande Diabolik, 1/2013), qui opportunamente riveduta, corretta e arricchita di nuove tavole.

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Mario Gomboli, attuale socio e direttore generale della Casa Editrice Astorina, naturale erede delle sorelle Giussani nel divulgare le storie del personaggio da loro creato, Diabolik, sempre intramontabile, sempre imprescindibile.

La nostra intervista dopo il "Continua a leggere..."

Questo remake di Diabolik nasce dalla tua volontà di ricreare il personaggio sulla scia della scuola americana. Al riguardo, hai recentemente dichiarato: "Mi sono sempre chiesto come sarebbe stato Diabolik se le sorelle Giussani, creandolo, avessero fatto riferimento ai fumetti americani invece che al feuilleton francese di inizio secolo scorso". Che risposta ti sei fornito?
La risposta a questa domanda si trova in DK, il fumetto così come è attualmente pubblicato.

Se fossero ancora in vita, pensi che le Giussani apprezzerebbero il personaggio così "rivisitato"?
Credo di sì. Non certo per la presenza del colore (che odiavano) né per il formato diverso da quello tradizionale (che amavano), bensì per la violenza esplicita che riprende l'atmosfera dei primi episodi del Re del Terrore. E forse anche per la vena ironica di certi dialoghi, vena che le sorelle - pure brillanti e spiritose - autocensuravano nelle loro sceneggiature.

I quattro capitoli su cui si struttura questa nuova saga di Diabolik costituiscono una "fase uno", come si evince dall'incipit "Prima Stagione". La seconda stagione sarà condizionata dalle vendite della prima o verrà realizzata in ogni caso?
Scongiuri scaramantici a parte, con Tito Faraci sto già lavorando alla seconda stagione. Indispensabile farlo subito, vista la mole di lavoro che DK richiede, da parte nostra ma - soprattutto - del disegnatore. E poi: che senso avrebbe mettere in piedi un simile meccanismo narrativo per arrendersi alle prime - eventuali - difficoltà?

Il nuovo formato, un comic book di 72 pagine a colori, è indirizzato ad un pubblico più giovane di quello che legge la serie classica?
Anche, se non soprattutto. E la divisione in capitoli da 24 tavole è studiata per edizioni internazionali, nella logica degli albi Marvel o DC Comics.

Non credi che il fumetto sia addirittura più violento dell'originale e, per questo motivo, non propriamente adatto ai più giovani?
Stiamo parlando di lettori "giovani", non di bambini. Mi sembra che i prodotti editoriali (e televisivi, e cinematografici) rivolti a quel pubblico non siano poi così soft. DK, come peraltro Diabolik, non vuole certo essere una tranquilla soap opera.


La scelta di Giuseppe Palumbo è, a mio avviso, estremamente azzeccata. Il suo stile è perfetto per un personaggio di ghiaccio come Diabolik, specie quest'ultima versione. Come mai la scelta è ricaduta soltanto su di lui? Avevi pensato anche ad altri disegnatori?
La selezione del disegnatore adatto a "rivisitare" Diabolik risale a quando pubblicammo il remake del N°1, nel 2002. Palumbo si aggiudicò il podio a mani basse: era perfetto. Così come ci è sembrato perfetto per DK, non solo per l'esperienza cumulata negli anni ma soprattutto perché aveva una voglia matta di scatenare il suo geniale pennello, un poco (solo un poco) vincolato dalla tradizione, negli albi del Grande Diabolik.

In futuro, ti piacerebbe pubblicare degli episodi di Diabolik illustrati da disegnatori diversi dai tradizionali?
L'idea di avere delle guest star nella serie risale al 2002 quando, per festeggiare il quarantennale di Diabolik pubblicammo il volume Visto da lontano, in cui grandi autori hanno illustrato brevi storie del Re del Terrore. Esperienza faraonica e irripetibile. Ma questo non ci impedisce di inserire nella serie regolare nuove firme, come Matteo Buffagni o Riccardo Nunziati, e altri stanno per aggiungersi allo staff storico.

Mi sbaglio o il nuovo Diabolik è più giovane dell'originale?
In effetti ha qualche ruga in meno e qualche cicatrice in più.

Anticiperemmo dei contenuti futuri svelando il perché della cicatrice sul volto e quella enorme sul petto, a forma di Y?
Sì. Top secret per almeno un annetto.

Perché in questa serie c'è una donna che, al contrario di Eva Kant, odia profondamente il protagonista della serie?
Ho scelto di inserire in DK figure esteticamente simili a quelle della diabolika saga perché fosse chiaro quanto il nuovo personaggio fosse ispirato a quello creato dalle sorelle Giussani. Contemporaneamente, per spiazzare il lettore tradizionale, ho loro attribuito ruoli diversi, addirittura opposti, come nel caso della Giudice.

Questo contrasto uomo-donna, non ti sembra eccessivamente rivoluzionario?
Se di rivoluzione dobbiamo parlare, ripensiamo alla comparsa di Eva Kant. In un periodo in cui le comprimarie femminili - nei fumetti come nel cinema o nella letteratura di genere - avevano il solo compito di mettersi nei guai così che l'eroe di turno potesse salvarle Eva appare nel terzo episodio della serie e subito è lei a salvare la vita al titolare di testata. Uno stravolgimento di ruoli che solo due donne potevano ideare. Quella sì che è stata una trovata rivoluzionaria. Io, in DK, mi sono limitato a un piccolo colpo di scena.

Sono un grande appassionato di Martin Mystère e quindi vorrai perdonare le quattro domande che seguono: in passato hai consolidato uno stretto rapporto, tra gli altri, con Alfredo Castelli: non soltanto fu lui ad introdurti nella compagine di Diabolik, ma nel 1968, con lui e altri, hai fondato la rivista satirica Tilt e, appena quattro anni dopo, stavolta soltanto voi due, un'altra rivista, Sorry. Come è stato possibile che tu non abbia mai sceneggiato o curato un soggetto per il Detective dell'Impossibile? 
Quelle citate sono solo alcune - ce ne sono molte altre meno note - delle esperienze che ho condiviso con Alfredo. Ma in tutte il genio era lui, io quello che l'affiancava, lo sosteneva, gli suggeriva idee che, comunque, lui ha sempre risvoltato come un calzino. Mi piace pensare di avergli dato lo spunto per qualche soggetto di Martin Mystère, magari durante una libera chiacchierata…

Come immagini un soggetto per Martin Mystère? Pensi che i tuoi trascorsi al servizio di Diabolik possano condizionarlo? In un ipotetico contrasto, mi chiedo chi dei due prevarrebbe.
Se mai le avventure del Detective dell'Impossibile dovessero incrociarsi con quelle del Re del Terrore, sono certo che lo scontro tra le nostre due menti sarebbe all'ultima idea. E, alla fine, si tradurrebbe in due ben distinte storie. Perché siamo due testardi inossidabili.

Che ne pensi dell'albo Mysteri Diabolikamente Lucchesi, l'unico team-up tra Martin Mystère e Diabolik (con l'aggiunta di Dago)?
Un giochino. Uno dei tanti che solo Alfredo è in grado di gestire brillantemente. Io, lo ammetto, avrei dato forfait prima di cominciare a pensarci.

E il team-up tra Diabolik e gli Aristocratici, altro fumetto creato da Castelli?
Alfredo scrisse la sceneggiatura di un simile incontro anni fa, e recentemente il Diabolik Club l’'ha ripescata da non so quali archivi e Emanuele Barison l'ha elegantemente illustrata. Personalmente sono un grande estimatore di quella serie e mi piacerebbe molto che venisse ripubblicata. Non si sa mai…

Vorrei che facessi un raffronto tra DK e il recente remake di Kriminal (noi di Comic Soon ne abbiamo parlato qui). In cosa sono differenti questi due remake? Scorgi dei parallelismi?
Non vedo parallelismi tra le due operazioni e mi sembra che nulla accomuni le due "logiche editoriali".

Stessa domanda con riferimento al Diabolik e al Kriminal originali.
Kriminal non sarebbe mai nato se Diabolik non avesse precedentemente aperto la strada del fumetto rivolto a un pubblico adulto. Ciò premesso, penso oggi come cinquant'anni fa che il personaggio di Secchi/Bunker fosse il più valido concorrente del Re del Terrore: storie brillanti con una forte vena erotica, disegni di altissimo livello. Purtroppo sulla distanza non ha mantenuto il livello dei primi cento (?) episodi e ha perso smalto. Le Giussani, al contrario, hanno scelto di migliorare la qualità del loro "prodotto" episodio dopo episodio e alla fine hanno vinto la gara.

Penso che Magnus fosse un grande artista ma non lo considero adatto per un personaggio come Kriminal. Troppo caricaturale per un fumetto nero, privo di marcata ironia come in Alan Ford. Pensi che se avesse disegnato Diabolik, non importa se quello attuale o quello originale, avrebbe potuto ottenere gli stessi stupefacenti risultati perseguiti con Tex?
Senza dubbio. Ho incontrato Raviola in diverse occasioni e regolarmente si parlava di un Diabolik da lui visto. Purtroppo il sogno di entrambi non ha avuto la possibilità di realizzarsi.

- Gianluca Livi

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