venerdì 23 ottobre 2015

0 VIEW CONFERENCE 2015: INTERVISTA A RICHARD STARZAK E PAUL KEWLEY PER SHAUN, VITA DA PECORA - IL FILM


A VIEW Conference 2015 abbiamo avuto la possibilità di intervistare Richard Starzak e Paul Kewley, rispettivamente scrittore e co-regista/produttore della commedia animata Shaun, Vita da pecora - Il Film, vincitore del BAFTA e tratto da una serie di Nick Park.

Il personaggio della pecora Shaun viene introdotto in Una tosatura perfetta (A Close Shave), un cortometraggio animato in claymation - la tecnica cinematografica della plastilina animata, uno dei tipi di tecnica d'animazione a passo uno - del 1995 diretto da Park e prodotto dalla Aardman Animations, vincitore del Premio Oscar per il miglior corto d'animazione. Si tratta del terzo film dedicato ai personaggi di Wallace e Gromit, seguito di I pantaloni sbagliati (1993) e prima del lungometraggio Wallace & Gromit: La maledizione del coniglio mannaro (2005).

Ecco cosa ci hanno raccontato dopo il "Continua a leggere..."


Shaun nasce come comprimario nel cortometraggio di Wallace & Gromit: A Close Shave. Quando l'avete modellato, vi aspettavate tutto questo successo per il personaggio?
Kewley: E' strano ma quando è comparso ci siamo resi conto che ha avuto molti fan. Era un'epoca di molto precedente ai social network, ma è stato subito chiaro a tutti che sarebbe stato un personaggio molto amato dal pubblico. Inoltre ci piaceva il suo muso, era molto iconico: era una faccia da poker in pieno stile Buster Keaton.
Starzak: Specialmente a me sarebbe piaciuto girare un film interamente basato sulle gag ed e posso dire che questa pecora silenziosa è arrivata proprio al momento giusto.

Quali sono state le difficoltà che avete riscontrato nel girare un lungometraggio interamente senza dialoghi, cercando anche di non tradire lo spirito della serie televisiva da cui è tratto?
Sapevamo che realizzare un film muto moderno sarebbe stato complicato, ma le paure sono svanite una volta che abbiamo iniziato a mettere tutte le immagini in sequenza. L'unica preoccupazione che ci era rimasta era quella che il film, proprio per questa sua peculiarità, potesse annoiare i bambini dopo mezzora e che questi iniziassero letteralmente a correre per la sala; in realtà proprio l'assenza di dialoghi li spinge a rimanere concentrati e a prestare molta più attenzione a ciò che accade sullo schermo.

Nel mondo dell'animazione attuale, dove è la CGI a far sempre di più da padrone, come vi sentite a spingere letteralmente la creta al limite delle sue possibilità?
Starzak: Mi piacciono moltissimo i film in CGI, ma lavorando continuo a preferire la stop-motion perché sembra di lavorare ad un live action. Quando la mattina si arriva sul set ci si ritrova con lo staff, gli animatori, i cameramen… Preferisco decisamente questo modo di lavorare. Inoltre credo che la stop-motion sia la dimensione perfetta per Shaun e quello che vuole raccontare. Sui limiti… Beh, mi piace imbattermi in limitazioni e cercare un modo per abbatterle, mi spingono ad essere ogni giorno più creativo. Con la CGI potenzialmente è tutto illimitato, noi dobbiamo essere sempre più scaltri dei problemi che abbiamo di fronte.
Kewley: Inoltre credo, ma è un parere personale, che i modellini di creta sprigionino un calore e dei sentimenti propri che pochissimi personaggi realizzati in digitale possono raggiungere. Non so perché, ma sento che è così.


Sempre a proposito dei limiti, qual è stata la scena più difficile da animare?
Non è propriamente una difficoltà di animazione, ma sul set il problema più grande era dato dagli ambienti in scala: gli animatori spesso non riuscivano a muoversi liberamente nei setting e le telecamere non riuscivano ad avere l'angolazione giusta, ci è capitato di vedere cameramen lavorare con una mano sola, sdraiarsi a terra o compiere delle acrobazie degne di nota per girare una scena!

Ultima domanda: in un film muto quanto è importante la colonna sonora?
Starzak: Per prima cosa ci serviva un tema che fosse non solo nella OST, ma che fosse parte integrante per la trama, e abbiamo scelto una canzone dalle sonorità molto simili al brit pop Anni '90. Questa canzone torna più volte nel corso del lungometraggio e sarà protagonista di un momento chiave per uno dei personaggi, ma non entriamo nello spoiler.
Kewley: Riguardo la colonna sonora, la musica è soggettiva, alcune tracce possono piacere o meno, ma a noi serviva che fossero funzionali alla storia. Devo dire però che abbiamo un gruppo di songwriter che ha lavorato davvero sodo per scrivere queste canzoni e una selezione di artisti invidiabile. Sì, lavorare alla colonna sonora è stata l'impresa più grande di questo film. Insieme a convincere Dave Grohl dei Foo Fighters a suonare per noi, abbiamo dovuto pregarlo in ginocchio![Ride]
Suvvia, è in grado di suonare con una gamba rotta, non credo che abbia avuto problemi a suonare per Shaun! [Risate]

- Emanuele Emma

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