venerdì 30 ottobre 2015

0 VIEW CONFERENCE 2015: L'INTERVISTA A LORNE PETERSON TRA STAR WARS E JURASSIC PARK


A VIEW Conference 2015 abbiamo avuto l'onore e il piacere di intervistare Lorne Peterson, di origine canadese, addetto agli effetti visivi e speciali di saghe che hanno fatto la storia come Star Wars, Indiana JonesJurassic Park e Pirati dei Caraibi, che lavora da anni per la ILM. Proprio per il suo contributo ha vinto l'Oscar per Indiana Jones e il Tempio Maledetto assieme a George Gibbs, Michael J. McAlister e Dennis Muren.

Leggete la nostra intervista a Peterson dopo il "Continua a leggere..."

Per prima cosa mi permetta di dirle che da fan di Star Wars quale sono, è davvero un'emozione essere qui; se avessero detto al piccolo me che stava andando al cinema a vedere Una nuova speranza che lo stesso giorno che avrebbe visto il teaser trailer di Episodio VII avrebbe intervistato Lei… Beh, probabilmente sarebbe svenuto!
Quanti anni avevi quando hai visto Star Wars per la prima volta?
All'incirca 6.
Io ne avevo 30 [Ride].
Ma la sua prima volta è stata sicuramente diversa dalla mia…
Non del tutto, sai? Anche io la prima volta che ho visto Una nuova speranza sono rimasto a bocca aperta, e con me tutto lo staff; quando lavori ad un film non lo vedi mai completo se non alla fine, per mesi ho solo visto piccoli pezzi, magari senza audio o non in sequenza corretta. Vederlo come tutti l'avevamo pensato è stata un'emozione fortissima. Tra l'altro c'era la mia ragazza con me in sala, era curiosa di sapere a quali scene avessi lavorato ed eravamo giunti al compromesso che, per non dare fastidio durante la visione, le avrei strizzato il ginocchio ad ogni scena che in qualche modo mi aveva visto coinvolto: all'ennesima strizzata mi ha detto, scocciata: "Ok, ok, basta! Ho capito!!!"

Ha lavorato ad una serie di film che hanno attraversato ed unito varie generazioni, non solo Star Wars, penso anche ai primi due episodi di Jurassic Park: sente la pressione, ad ogni nuovo capitolo, di migliorarsi, di spingersi sempre un passo avanti per non deludere il pubblico e i fan?
Una delle cose che dico sempre è che il pubblico vuole sempre un ottovolante più grande! Non è che sentissimo la pressione di quel che avrebbero pensato o voluto i fan, ma era una pressione che veniva da noi stessi, dalla nostra voglia di migliorarci. La scena dei pod-racer di La minaccia fantasma ne è un esempio: abbiamo costruito i pod di dimensioni ragguardevoli e anche parte del set, in modo da non fare tutto completamente con l'ausilio del green-screen e della CGI. Ci siamo divertiti moltissimo, come si potrebbe divertire un arrampicatore a scalare l'Everest: è ovvio che senti la pressione, ma sai anche che vivi per momenti come quello.

Ho avuto l'opportunità di intervistare Bryan Grill della ScanlineVFX e parlando dei suoi metodi lavorativi, mi ha rivelato quello che è il suo motto, ovvero inserire più dettagli possibile anche se risultano invisibili agli occhi perché "Il cervello sa che sono li": anche lei ha un modus operandi simile?
Non ho propriamente un motto, ma ho un sistema lavorativo che è molto simile al suo. Mi piace realizzare i miei modelli nel modo più dettagliato e credibile possibile, per dire, nel modellino del Millennium Falcon che abbiamo usato in Una nuova speranza ci sono una miriade di dettagli che risultano quasi invisibili, tra cui la stanza dietro la cloche di comando, che si intravede pochissime volte ma è realizzata con la stessa dovizia del resto dell'astronave, addirittura sopra un tavolo c'è un poster, miniaturizzato, ovviamente, di una playmate in bikini! A proposto del Millennium Falcon, ho un aneddoto piuttosto buffo: quando si è trattato di tradurre in giapponese il mio libro Sculpting the galaxy, ho sentito molto spesso il mio traduttore perché voleva assicurarsi di tradurre ogni termine nel modo più appropriato possibile, un giorno mi telefona e mi dice: "Mr. Peterson, rispettosamente, nel libro dice che ha usato dei musetti di Ferrari da F1 per il retro del Falcon, ma in realtà sono delle Williams!", ma per me "Ferrari" significava effettivamente "vettura da Formula 1". In effetti però usai parecchi pezzi di modellini in scala della Tamiya, e fui anche fortunatissimo: per L'Impero colpisce ancora serviva un Millennium Falcon in scala ridotta e proprio in quel periodo uscirono gli stessi modellini Tamiya della scala che mi serviva. Sono riuscito a ricreare un Falcon praticamente identico!

Con anni di esperienza alle spalle e così tanti modi diversi di lavorare, qual è la scena che ha risolto nel modo più "impossibile"? 
Senza dubbio l'esplosione nella Monument Valley di Wild Wild West! Avevamo realizzato delle pietre in gommapiuma, ma non riuscivamo a farle rimbalzare correttamente perché saltavano troppo in alto: dentro ogni singola roccia, anche la più piccola, abbiamo allora messo una piccola giara di plastica contente olio di motore e piombo e abbiamo avuto il risultato sperato. Il movimento era diventato realistico, simile a quello delle palline bean bag dei bambini: un piccolo accenno non appena toccata terra e stop.

Ultima domanda, che però vuole più essere uno scherzo: lei ha dato vita a creature indimenticabili e a paesaggi da sogno, ma come riesce a dormire la notte sapendo di essere uno dei genitori di Jar Jar Binks?
Oh, no! Lui non è colpa mia! È stato realizzato interamente in CGI! [Ride]
Immaginavo che avrebbe provato a discolparsi in qualche modo… [Ride]
Guarda, immagino che George Lucas quando ha pensato a La minaccia fantasma avesse in mente un film per un pubblico più giovane, complice anche la presenza del giovane Anakin, da un certo punto di vista lo capisco e non riesco a criticarlo così aspramente come molti altri. Jar Jar Binks è stato vittima dell'esplosione di internet, tanto che negli episodi successivi ha avuto mano a mano meno spazio fino a scomparire, si intravede solo in una piccola scena in L'attacco dei cloni. Nonostante tutto penso sarebbe stato divertente trovarlo in carbonite sullo sfondo dei film successivi, magari insieme a tutto il popolo Gungan. Ogni film della nuova trilogia in qualche modo può essere criticato, prendiamo ad esempio le scene ambientate nel senato, dopo il primo film ILM ci ha chiesto di non realizzarne più: troppi personaggi su schermo, molti dettagli ma poca dinamicità. Al massimo potevamo mettere in scena qualche meeting di due o tre personaggi e stop, per parafrasare Elvis potrei dire "A little less conversation, a little more light saber" [Ride]

Grazie mille del tempo che mi ha dedicato, è stato un onore poter parlare con Lei.
Grazie mille a te!

- Emanuele Emma

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