giovedì 22 ottobre 2015

0 VIEW CONFERENCE 2015: L'INCONTRO CON JORGE R. GUTIERREZ E IL SUO LIBRO DELLA VITA


Terzo incontro avvenuto per noi di Comic-Soon alla VIEW Conference è stato con Jorge R. Gutierrez, un talento davvero straordinario che ci ha fatto venire una voglia irrefrenabile di vedere The Book of Life, il film d'animazione che ha diretto e presentato alla manifestazione torinese.

Gutierrez, classe 1975, è un animatore, pittore, sceneggiatore e regista di origine messicana che ha creato la serie vincitrice di molteplici Annie Award ed Emmy Award El Tigre: The Adventures of Manny Rivera per Nickelodeon. The Book of Life ha ricevuto una nomination al Golden Globe come miglior pellicola d'animazione.

Ecco cosa ha raccontato all'incontro dopo il "Continua a leggere..."


The Book of Life è un film che ha come cardine non solo la morte, nel film personificata in 3 entità che ne rappresentano il "lato" positivo, negativo o neutrale, ma anche l'essere padroni del proprio destino. Questo perché tali entità decidono solamente il luogo che l'anima del morto raggiungerà senza interferire con il come e il quando questo debba avvenire. Il regista vorrebbe che ognuno di noi fosse in grado di scrivere il proprio Libro Della Vita.

Questo perché per lui i film che valgono la pena di essere visti sono simili alle torte: zuccherosi, dolci e invitanti fuori, ma ricchi di proteine dentro. Dietro una bella resa visiva deve sempre nascondersi un messaggio da lasciare al pubblico.

Una dedica da conservare per sempre
Tornato per un attimo sul tema della morte, il regista ha rivelato un aneddoto piuttosto divertente: nel film dei bambini pronunciano la frase "Ma noi non dovremmo vedere questo genere di cose", bene, questa frase è stata pronunciata (insieme a "Ma cosa avete voi Messicani da essere così ossessionati dalla morte?!") proprio da uno dei suoi editor e lui ha voluto inserirla nel film, generando l'ilarità del suddetto collega.

Nelle prime fasi di lavorazione avrebbe voluto avere come doppiatori soltanto attori messicani, ma si è ben presto reso conto che una scelta simile avrebbe limitato il successo del film a livello internazionale e si è rivolto a star del calibro di Zoe Saldana e Channing Tatum. Quest'ultimo è stato convinto, nonostante le titubanze sul "non essere appunto messicano" dicendogli che nel film avrebbe interpretato una sorta di "Captain Latin America", l'eroe messicano definitivo.

La lavorazione de personaggi e dei vari dettagli presenti nel film è stata una sfida molto importante, soprattutto quando i model designer hanno detto che non sarebbe stato possibile rendere in CGI le sue idee. Non lasciatosi prendere dallo sconforto è stato lo stesso Jorge ad andare da alcuni artigiani in Messico e a far ricreare in legno e stoffa delle vere e proprie riproduzioni dei personaggi. Una volta portati i modelli a chi inizialmente riteneva tutto questo impossibile li ha guardati sardonicamente dicendo "Se qualcuno nel mondo può realizzarli dal vivo, voi potete farlo al computer!".

Incalzato sulle fonti di ispirazione provenienti da altri media, Gutierrez ha risposto che secondo lui ogni storia è già stata scritta, tutto quello che possiamo fare è "remixarle". Un gesto che alla nostra generazione può riuscire particolarmente bene perché siamo costantemente influenzati da altre culture: in una sola giornata possiamo guardare una serie TV inglese, mangiare cinese, giocare a un videogame giapponese e guardare un film americano, o ascoltare musica messicana. Per lui un videogioco classico della Nintendo ha lo stesso valore di un'opera a teatro.


Il regista ha rivelato inoltre che in Messico il film è stato accolto male perché accusato di femminismo poiché i personaggi di Maria e Carmen hanno un ruolo importante tanto quanto le controparti maschili. Gutierrez ha approfittato dell'occasione per dichiarare di essere sì femminista, ma nell'accezione di uguaglianza tra i sessi e in un paese "machista" come il Messico è difficile far passare quest’idea, ma è convinto che prima o poi riuscirà a rompere questo pregiudizio.

Parlando dei suoi futuri progetti ha rivelato che il prossimo sarà Untitle Kung Fu Space Western, di cui sarà sempre regista perché non vuole più che le sue idee siano dirette da altri come nel caso di Guardians Of Oz, che l'ha visto coinvolto solo come produttore.

Gutierrez ha inoltre lasciato un bellissimo consiglio agli esordienti nel mondo dell'animazione riprendendo lo stesso datogli all'età di 6 anni da uo padre: "Mio papà mi disse 'Jorge, sei nato tigre ma devi diventare una pantera: per ogni tentativo che farai, non importa se porterà fallimento o successo, sulla tua pelliccia si aggiungerà una striscia nera. Verrà poi il giorno che, non importa dove tu sia, i tuoi tentativi avranno fatto si che la tua pelliccia sia diventata quella di una pantera nera'. Oggi al termine del mio keynote, mio padre mi ha preso da parte e abbracciandomi mi ha detto 'Ecco qui la mia pantera', tra le mie lacrime".

- Emanuele Emma

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