venerdì 16 ottobre 2015

0 THE PRODUCER 1940 - 1944, THE HOLLYWOOD’S GOLDEN AGE: IL GIOCO DELLA APOCALYPSE INC [RECENSIONE]


The Producer convince e diverte, ma soddisfa solo in parte purtroppo il giocatore più esigente. Italianissimo e confezionato alla perfezione, il titolo di Apocalypse Inc Games. sicuramente livellerà qualcosa con le prossime espansioni: a cominciare dalla mancanza di alcuni segnalini colorati per tenere il conto delle stelline sottratte o aggiunte alle abilità degli attori e dei registi.

Perciò questa recensione non può che dividersi in due parti per le emozioni suscitate. Allo stesso tempo si rivolge ai due giocatori tipo che possono maggiormente avvicinarsi a questo gioco: complicato nel padroneggiare pienamente tutte le azioni a disposizione nei luoghi specifici del tabellone, ma accessibile a tutti dopo una partita.

La recensione prosegue dopo il "Continua a leggere..."


Al cinefilo
Il consiglio è: giocalo. The Producer riesce a catturare l'appassionato con la sua atmosfera per nulla astratta che influenza in modo radicale i turni di gioco (dal 1940 al 1944); inoltre può contare su numerose carte Personaggio e Copione, quest'ultime impreziosite dalle locandine originali dei film.

Ricche sono le curiosità dello star system e le informazioni di cui si entra in possesso nel corso della partita, mentre le carte Avvenimento determinano l'aderenza storica. Poi, in quanto ricchi proprietari di una Major (anche se non ci vuole poi molto per essere costretti a ipotecare, licenziare o chiedere prestiti alla mafia nel Caffè Colosimo) si può realizzare Dr Cyclops con James Stewart Ingrid Bergman affidandone la regia a John Ford. Incroci improbabili che esprimono bene il sogno di chi è solitamente spettatore, per quanto nella fase della Notte Degli Oscars il premio di Miglior Film è assegnato al giocatore che ha rispettato maggiormente il cast originale.


Al giocatore
Quindi The Producer mira a ricreare quest'esperienza attraverso tutto sommato le meccaniche di un gestionale. E lo fa mettendo in mano a ciascun partecipante 2 milioni di dollari con cui deve comprare copioni, ingaggiare il cast e costruire strutture indispensabili (la sala per gli effetti speciali, la sala con l'orchestra , la sala per il montaggio, la sala per il trucco e il villaggio tematico) per fare film di genere o kolossal. Lo scopo è di fare maggiori punti vittoria dell'avversario. Per farne una parte si può facilmente edificare tutti gli spazi vuoti sulla propria plancia oppure, eventualmente, trarre giovamento dal bisogno che un altro produttore ha di affittare il nostro villaggio tematico per realizzare un film, mentre si dimostra molto più difficile quella principale: vincere alla Notte degli Oscars.

Perché durante l'assegnazione dei premi per il miglior regista, attore/attrice protagonista e non protagonista si presenta un risvolto inatteso dove si è troppo in balia della fortuna, poiché nelle carte pescate devono esserci raffigurate più statuette di quelle degli altri giocatori. Ciò fa passare in secondo piano anche il fatto, ad esempio, che Cary Grant ha un malus se candidato a una nomination (per non averne mai vinta una in carriera), poiché quella carta in meno pizzicata potrebbe non essere affatto determinante per la vittoria.


Si compone un film al meglio arruolando star (che costano una fortuna nella fase di mantenimento all'inizio dell'anno successivo, quando si pagano stipendi e spese) e si fa pubblicità tramite l'emittente radiofonica CBS, rendendoci vulnerabili alle maldicenze o a una Campagna di Stampa Aggressiva per via della scappatella di qualcuno allo Starlight Motel, soltanto per vedere sgretolare il nostro operato poco dopo. Eppure per il resto il gioco funziona e questo aspetto non è così determinante in altri momenti: anzi il draft iniziale dei copioni lo evita del tutto; mentre il poter trasformare i token da scartare in accompagnatori del pubblico già assegnato al nostro film in sala, rende quasi nulla la sua estrazione.


D'altronde, si sente la necessità di dover ricordare continuamente gli effetti delle carte Evento o Azione insieme al genere di film in cui sono specializzati i nostri attori, ma ciò non diminuisce il divertimento quanto il rischio di far sembrare tutto questo superfluo rispetto alla sola Notte degli Oscars. Perciò, il consiglio è di non fermarsi all'apparenza, perché The Producer non delude.

Il cinema non è un pezzo di vita, è un pezzo di torta” (Alfred Hitchcock)



THE PRODUCER 1940 - 1944, THE HOLLYWOOD’S GOLDEN AGE
Editore: Apocalypse Inc
Autore: Manlio Zaninotti
Durata: 30 minuti
Giocatori: 60 -180 minuti
Prezzo: 52,90 euro

- Gianluca Lamendola

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