mercoledì 5 agosto 2015

0 WOW SPAZIO FUMETTO TORNA A SETTEMBRE CON LE MOSTRE SU ZIO PAPERONE E DANTE


WOW Spazio Fumetto, il Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine animata di Milano (Viale Campania, 12) annuncia che il Museo resterà chiuso dal 3 al 31 agosto compresi. La riapertura avverrà martedì 1 settembre con due mostre da non perdere: la mostra in corso "Zio Paperone e i misteri del deposito" e la nuova mostra "WOW, Dante che MITO!" con l'Inferno di Dante raccontato a fumetti dal 12 settembre al 22 novembre 2015.

Zio Paperone e i segreti del deposito, iniziando dai disegni originali fino ai progetti degli architetti, si propone di raccontare la storia di Zio Paperone e svelare per la prima volta i segreti e le planimetrie del suo fantastico deposito!

WOW, Dante che MITO!, che racconta invece a fumetti l'Inferno di Dante, secondo Luigi Maio tra i gironi di Doré, Disney e Dossi, è una mostra a cura di Luigi F. Bona e Martina Mazzotta.

Tutti i dettagli delle due mostre dopo il "Continua a leggere..."


Zio Paperone e i segreti del deposito

13 giugno - 27 settembre 2015
Info: 02 49524744/45 - www.museowow.it
Ingresso: 5 € (ridotto 3 €)
Orario mostra: da martedì a venerdì, ore 15.00-19.00; sabato e domenica, ore 15.00-20.00
Chiusura estiva: da lunedì 3 agosto a lunedì 31 agosto

Avarissimo, self-made duck, papero più ricco del mondo, in quasi settant'anni di onorata carriera Paperon de' Paperoni è diventato uno dei personaggi più amati del fantastico universo Disney. WOW Spazio Fumetto gli dedica così una mostra davvero unica per raccontare la sua straordinaria storia, personale ed editoriale, con un insolito e avvincente viaggio tra i segreti più segreti del suo deposito! Quanto denaro contiene quel bizzarro edificio blindato che domina Paperopoli dall'alto di una collina? Quanto è grande? Quali sistemi di sicurezza lo proteggono dagli assalti della Banda Bassotti e della fattucchiera Amelia? Dove e come vive il papero più ricco del mondo? Quante monete può contenere davvero? Se esistesse veramente come sarebbe fatto? Quanto dovrebbe essere grande un edificio per contenere davvero i 9 fantasticatilioni, 4 biliongilioni, 6 centifrugalilioni, 8700 dollari e 16 cents che dice di possedere Zio Paperone?

A tutte queste domande e a tante altre risponde la mostra "Zio Paperone e i segreti del deposito", nata da un’idea di Ferdinando Zanzottera e realizzata da WOW Spazio Fumetto, Andrea Tardito, Luca Sgambi e Ferdinando Zanzottera con il Patrocinio della Scuola di Architettura Civile (corso di studi in Architettura delle Costruzioni) del Politecnico di Milano e in collaborazione con il settimanale Topolino. La mostra propone un percorso a tappe che accompagna il visitatore alla scoperta di questo fantastico personaggio e di tutto il suo mondo. Si inizia quindi con una sezione dedicata al grande disegnatore americano Carl Barks, creatore del personaggio, che lo disegnò per la prima volta nel 1947 per una storia intitolata “Il Natale di Paperino su Monte Orso”. Chiaramente ispirato a Ebenezer Scrooge, l’odioso e avarissimo protagonista de Il canto di Natale di Charles Dickens, Paperone (in originale Uncle Scrooge) conquistò subito il cuore dei lettori diventando sempre più protagonista a fianco di Paperino, Qui Quo e Qua e di tutti gli altri paperi Disney.

Grazie a tavole originali e albi rari provenienti dall'archivio della Fondazione Franco Fossati (come il numero 677 di Topolino Giornale che nel febbraio 1948 ce lo mostra nella sua prima apparizione italiana) e la riproduzione delle pagine delle storie più amate si possono scoprire i lati più affascinanti e divertenti del suo carattere: eccolo dunque impegnato a seguire decine di lucrosi affari, tirare sul prezzo d'acquisto di qualche nuova azienda, respingere gli assalti dei visitatori troppo insistenti a suon di pedate meccaniche o ad allagare Paperopoli di lacrime quando scopre di aver guadagnato un nichelino in meno! Una sezione della mostra è poi dedicata alla sua straordinaria famiglia, una vera e propria dinastia di Paperi di cui abbiamo imparato ad amare molti esponenti, dal nipote Paperino ai nipotini Qui, Quo e Qua, da Gastone a Nonna Papera, fino a Paperoga: ma quale grado di parentela li lega uno all'altro? Grazie a un’installazione multimediale interattiva realizzata appositamente per la mostra da GlobalMedia si potranno scoprire tutti i legami di parentela della grande dinastia dei paperi ricostruita dal disegnatore americano Don Rosa nel 1993 grazie ad anni di studi genealogici e fumettologici e a una fitta corrispondenza con Carl Barks.

Ovviamente molto spazio sarà dedicato anche ai nemici di sempre, che da anni cercano di assaltare la fortuna del ricco Zione: dalla Banda Bassotti alla strega Amelia che vuole impossessarsi della mitica Numero Uno, la prima monetina guadagnata da Paperone. Amelia, creata nel 1961 da Carl Barks, non vive a Paperopoli, bensì alle pendici del Vesuvio. E per rendere ancora più evidente la sua italianità, per meglio rappresentare il fascino di questa strega pericolosa Barks si ispirò a un'altra eccellenza nostrana, la splendida attrice Sophia Loren. E proprio alla produzione italiana di storie Disney, la più prolifica al mondo, sarà dedicato molto spazio: dagli autori storici come Romano Scarpa, a maestri come Giorgio Cavazzano e Marco Rota fino agli ultimi autori di ultima generazione come Corrado Mastantuono e Andrea Freccero, una galleria di tavole e copertine originali dedicate a Paperone ci aiuta a scoprire come sia cambiato graficamente il personaggio ma anche il suo carattere.

A tal proposito non poteva mancare una sorpresa in diretta dalle pagine del settimanale Topolino: in mostra, infatti, sono esposte in grande anteprima le tavole della nuova saga estiva La grande corsa (contro il tempo) scritta da Bruno Enna e disegnata da Alessandro Perina. La storia, che si svolge interamente a Paperopoli, ha inizio proprio nelle stanze del Deposito dove, a consolare un affranto Zio Paperone, ritroviamo tutti i componenti della famiglia dei Paperi ignari del fatto che, da lì a poco, si ritroveranno a viaggiare nel tempo partecipando a un incredibile Gran Premio di Paperopoli che mette in palio la salvezza della Numero Uno.

Dopo aver ben compreso chi sia Zio Paperone, il visitatore approda al deposito, ossia al “tempio” in cui lo Zione custodisce ciò a cui tiene di più: il suo patrimonio! Citato per la prima volta nel 1951, disegnato da Carl Barks per la storia Paperino e la banda dei Segugi, per quel che apprendiamo nella storia di Don Rosa Bassotti contro deposito (2001), il deposito è stato costruito dall'architetto Frank Lloyd Drake nel 1902, sorge sulla collina Ammazzamotori che domina Paperopoli e rappresenta uno dei simboli più riconoscibili della città, come il Colosseo per Roma o la Torre Eiffel per Parigi. Del resto la storia della città di Paperopoli è strettamente collegata a quella del deposito: nel 1579 Sir Francis Drake fonda un forte, che battezza Drake Borough, che nel 1818 viene ceduto al colono Cornelius Coot, che lo rinomina Forte Paperopoli. Coot crea la milizia Truppe delle Marmotte (in inglese Woodchucks Militia) e con queste truppe difende la collina del forte dagli attacchi degli inglesi prima e successivamente dagli indiani e dagli spagnoli. Nel 1899 suo nipote Casey Coot, cede la proprietà del vecchio forte a un giovane Paperon de' Paperoni, che successivamente vi costruirà il suo famoso deposito. Lo spirito che anima lo Zione è dunque lo stesso che mosse i Padri Pellegrini che colonizzarono il Nuovo Mondo e non a caso il disegnatore Don Rosa collega storicamente la costruzione dell'edificio e dell'intera città di Paperopoli al mito fondativo americano.

Con il trascorrere degli anni e delle storie a fumetti la città ha assunto caratteristiche sempre più definite, tanto che nell'estate 2014 sulle pagine del settimanale Topolino è apparsa a puntate una vera e propria guida turistica della città, di cui sono esposte alcuni splendidi bozzetti a matita disegnati dall'autore italiano Blasco Pisapia. Dalla città intera si passa poi a vedere nel dettaglio la vita quotidiana nel deposito: oltre alla vasca contenente i celeberrimi tre ettari cubici di denaro, verranno passati in rassegna l'ufficio dove zio Paperone conclude lucrosi affari, la biblioteca dove recupera notizie sui tesori disseminati in ogni parte del mondo e le altre aree del deposito. Nonostante sia forse l'edificio più famoso del mondo dei fumetti, il deposito ha spesso cambiato forma, seguendo le idee del vulcanico Paperone e degli altrettanto geniali autori che ne hanno narrato le avventure. Non mancheranno poi i sistemi di difesa messi a punto negli anni per difendere il Deposito da seccatori, questuanti e nemici vari, dai cannoni spara aglio per Amelia al classico cannone per i Bassotti. Il deposito, la sua struttura, le sue stanze saranno analizzate con rigore filologico dagli esperti Andrea Tardito, architetto e appassionato Disney, e Ferdinando Zanzottera, già docente di Storia dell'Architettura (Politecnico di Milano).

A chiudere il percorso espositivo è l’accattivante sezione curata dall'ingegnere Luca Sgambi, professore a contratto alla Scuola di Architettura Civile del Politecnico di Milano, e dei suoi studenti del corso di laurea magistrale in Architettura - Architettura delle Costruzioni, che durante l’anno accademico 2013-2014 hanno affrontato la progettazione strutturale dell’edificio. Svelato per la prima volta nella storia da Don Rosa negli Stati Uniti nel 2001 per la storia Bassotti contro Deposito, il progetto tecnico strutturale del deposito di Zio Paperone è stato sviluppato in aula, con rigore e metodo scientifico, attraverso lezioni stimolanti, originali e divertenti che hanno coinvolto e appassionato tutti gli studenti del corso. Dall'analisi della storia del personaggio di Zio Paperone si sono individuati i requisiti che sono stati assunti come vincolanti per le successive scelte progettuali. Per esempio, la contestualizzazione della città Paperopoli nello stato del Calisota, topograficamente coincidente con l’Alta California, è stata la motivazione didattica per affrontare temi legati all'ingegneria sismica e per esaminare fenomeni di interazione dinamica (sloshing) difficilmente offerti dai corsi universitari in Architettura. La progettazione della vasca delle monete ha richiesto l’ideazione e l’esecuzione in aula di prove sperimentali per ricavare parametri ingegneristici (indice dei vuoti e angolo di natural declivio delle monete) chiaramente non presenti nella letteratura tecnica, nonché una lunga fase di brainstorming e di conceptual design per individuare la struttura più idonea a sopportare l’enorme spinta generata dai 35.000 metri cubi di monete contenuti nel deposito!

La parte del deposito adibita a uffici ha visto gli studenti impegnati nella progettazione di strutture civili, composte da travi e pilastri in calcestruzzo armato e coperture in travi reticolari in acciaio. Il tutto grazie alla collaborazione di esperti delle discipline tecnologiche (architetto Gabriele Nizzi), impiantistiche (ingegnere Antonio Cammi) e compositive (architetti Andrea Botta e Fabio Lepratto) che con passione e competenza si sono sentiti coinvolti in questo progetto. Un ringraziamento speciale è stato dato alla società HSH S.R.L. di Padova che ha fornito un software di calcolo professionale (Straus 7) per lo studio dettagliato del comportamento strutturale. Grazie alla collaborazione del laboratorio +Lab del Politecnico di Milano, diretto dalla professoressa Marinella Levi, Zio Paperone, la città di Paperopoli e il deposito prenderanno vita in installazioni, plastici e statuette realizzati attraverso l'innovativa tecnologia della stampa 3D: a partire dai disegni degli autori Disney verranno disegnati i modelli tridimensionali, riprodotti poi in laboratorio con la stampa in materia plastica.

Agli artisti de La fabbrica delle miniature invece il compito di modellare una vera e propria statua del vecchio papero e di realizzare con minuzia di particolari l'interno del deposito, con uffici, sala del tesoro e camera da letto. Per rimarcare l'aspetto scientifico e didattico della mostra, durante tutto il periodo di esposizione verranno organizzati incontri con professori universitari, scienziati e architetti che sviscereranno, in modo adatto a un pubblico di tutte le età, i temi che la mostra tocca: urbanistica, statica, ingegneria dei materiali e molto altro. Si scoprirà così se la invenzioni di sceneggiatori e disegnatori ha basi scientifiche o sono completamente irreali. Inoltre incontri con autori, laboratori di disegno, dimostrazioni di stampa 3D, laboratori di “riciclo creativo” - attività molto amata da Zio Paperone! - e molto altro animeranno i weekend di WOW Spazio Fumetto. Anche la celebre cake designer Barbara Perego (nella foto a destra) non ha voluto rinunciare alla sfida creando un deposito/torta davvero magnifico quanto appetitoso creato interamente in pasta di zucchero!
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WOW, Dante che MITO!

12 settembre - 22 novembre 2015
Info: 02 49524744/45 - www.museowow.it
Ingresso gratuito
Orario mostra: da martedì a venerdì, ore 15.00-19.00; sabato e domenica, ore 15.00-20.00

"L’Inferno non è così terribile come lo si dipinge!" ironizza Luigi Maio (nella foto qui sopra) che, dopo i successi di Genova, Mantova, Londra e Firenze, approda finalmente a Milano con la sua Divina Commedia, inserita in un progetto la cui simultaneità interdisciplinare ne fa il più originale e completo omaggio all'Alighieri nel 750° anniversario della nascita: una mostra inedita e uno spettacolo già definito dal celebre medievista Francesco Mosetti Casaretto il primo Dante in “3D” in scena il 20 settembre (Teatro Sala Fontana di Milano).

Luigi Maio, in qualità di Musicattore® e Disegnattore®, si collega alla tematica di EXPO 2015 per rendere un ghiotto e triplice omaggio (grafico - teatrale - musicale) al Sommo Poeta in un doppio evento, in quanto la mostra si gemella allo spettacolo "Inferno da Camera - in Taverna coi Ghiottoni”, in scena per Festival MITO Settembre Musica 2015 il 20 Settembre al Teatro Sala Fontana di Milano. Nata da un'idea di Maio, la mostra "WOW, Dante che MITO!" segna l’inizio di una sinergica collaborazione tra WOW Spazio Fumetto/Fondazione Franco Fossati, Fondazione Antonio Mazzotta, MITO Settembre Musica e Fondazione Amadeus. E dal «3D» si passa al «4D», nell'ottica della dimensione del Tempo (teatrale, musicale e storico); le quattro “D” sono anche quelle di Dante, Doré, Disney e Dossi, figure amate dal Musicattore® che, nella mostra, ruotano attorno alle sue grafiche dantesche. Maio, partendo dal tema di cibo e nutrizione caro a Expo 2015 - ma secondo l’ottica rovesciata e ironica dei diavoli d’Alighieri - ritrae demoni e golosi «NEL MEZZO D’UNA TAVOLA IMBANDITA», come iniziano le parodiche terzine di quest’«opera da recitare», secondo la definizione di Martina Mazzotta.

La mostra, curata dalla Mazzotta e da Luigi F. Bona, attingerà dall'Archivio Fondazione Fossati e dall'Archivio FAM prezioso materiale iconografico a corredo del Cenacolo Infernale di Luigi Maio, pietra angolare dell’allestimento, spaziando dalle antiche illustrazioni della Divina Commedia alle sue contemporanee rappresentazioni fumettistiche. Un viaggio appassionante che, partendo dai primi incunaboli medievali - quasi prodomi degli odierni comics - avrà massimo sviluppo nell'ottocento di Gustave Doré, per raggiungere la tappa fumettistica nel 1947 con “La rovina in commedia”, parodia di Jacovitti pubblicata per il giornale satirico Bel-ze-bù (odissea infernale nell'Italia post bellica), proseguendo con una tavola originale della parodia disneyana “L'Inferno di Topolino” disegnata da Bioletto e sceneggiata da Martina in perfette e ‘aggiornate’ terzine dantesche. Sempre dalla penna di Martina uscirà anche la sceneggiatura di “Paolino Pocatesta e la bella Franceschina”, dove Paolo e Francesca diventano Paperina e Paperino, futuro protagonista de “L'Inferno di Paperino”, scritto da Marconi e dipinto da Chierchini con la tecnica con cui realizzavano i cartoni animati.

“Fatti non foste a legger comics bruti, ma per seguir storielle di valenza” recita il Dante di Marcello Toninelli sulle pagine di Off-Side nel 1969, versione a strisce della Commedia che, alla chiusura della rivista, verrà ripresa su Undercomics e poi su Il Giornalino, pubblicando tutte e tre le cantiche nella versione più completa mai realizzata. Il viaggio fumettistico della Commedia prosegue sulle pagine di Nathan Never, Cattivik e il diavoletto Geppo di Sandro Dossi, costeggia il Giappone col manga di Go Nagai e festeggia il ritorno in patria col gaudente banchetto di diavoli e golosi del Cenacolo di Maio, sintesi grafica, pittorica e fumettistica con cui vogliamo ribadire (all'ombra di Dante) l’assunzione del Fumetto nel Paradiso dell’arte cosiddetta colta. Parte dell'esposizione sarà dedicata a libri e riviste che hanno raccontato non l'opera ma il poeta, dal Corriere dei Piccoli al recente volume intitolato semplicemente “Dante Alighieri” pubblicato da Kleiner Flug, dalla “Storia d'Italia a fumetti” di Enzo Biagi a un comic book horror presentato da Boris Karloff! La mostra esporrà non solo materiale proveniente dagli archivi Fossati e FAM, ma anche da collezioni private, come il fac-simile del codice Riccardiano-Braidense, manufatto tra i più raffinati dell’antica tradizione della Commedia, in cui compare il commento di Jacopo della Lana.

- Federico Vascotto

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