giovedì 13 agosto 2015

0 ANT-MAN: IL CINE-COMIC MARVEL PIU' PICCOLO E PIU' GRANDE CHE C'E' [RECENSIONE]


Forse non sarà anti-conformista come i Guardiani della Galassia, forse non sarà potente (nel bene e nel male) come gli Avengers, ma alla fine della visione di Ant-Man ci si può ritenere più che soddisfatti. Ha divertito, ha commosso, ha intrattenuto intelligentemente e ha giocato sul piccolo grande ruolo del protagonista in maniera innovativa per la Casa delle Idee.

Il lungometraggio dedicato al supereroe interpretato da Paul Rudd è colui che conclude la Fase Due del Marvel Cinematic Universe e - con le due scene da non perdere durante e dopo i titoli di coda - apre la storia della Fase Tre, che debutterà ad aprile 2016 con Captain America: Civil War.

Scoprite la recensione di Ant-Man dopo il "Continua a leggere..."



Rudd interpreta Scott Lang, il secondo Ant-Man fumettistico, che si trova a rubare il costume e il casco con i poteri del piccolo grande supereroe dal dottor Hank Pym (Michael Douglas), che li ha creati, anche se per motivi diversi rispetto al fumetto (dove Scott voleva salvare la vita della figlia Cassie, qui simpaticamente interpretata dalla giovanissima Abby Ryder Fortson). Viene rispettato il fatto che nella versione cartacea il primo Ant-Man sia proprio Pym e che il testimone passi a Lang dopo il "furto", anche se per motivi diversi. Anche i riferimenti dei personaggi (nomi, professioni  e parentele incluse) vengono rispettati in questo adattamento cinematografico, una scelta apprezzabile, salvo rare e piccole deviazioni (come Blake Burdick che diviene Jim Paxton ma è sempre un poliziotto che ostacola Scott, o Perry Rae che diventa Maggie, l'ex moglie di Scott).

Se inizialmente si potevano avere dei timori sul cast scelto (forse troppo "grandi nomi" per richiamare l'attenzione) tutti si rivelano in parte: dal sardonico Michael Douglas all'affascinante Evangeline Lilly (nei panni di Hope, la figlia di Pym) al cattivo di turno - che resta comunque un po' una nota dolente dei film Marvel - Darren Cross (a cui presta il volto Corey Stoll), che qui diviene Calabrone, nei fumetti inizialmente uno dei nomi di Pym quand'era Ant-Man.


Davvero sopraffino il lavoro svolto in campo effetti speciali e scelte registiche per costruire il piccolo grande punto di vista del protagonista: quasi non ci si accorge dell'intervento artificiale in CGI e il continuo passare da un registro all'altro (macro e micro) tiene incollati allo schermo, permettendo allo spettatore di non annoiarsi fino alla fine e dà una nuova chiave di lettura all'azione dei film targati Marvel Comics. Il lato "scanzonato" di questi ultimi viene confermato dalle gag divertenti e dall'intervento della "banda di ladri" di Scott, la ciliegina sulla torta che è degna erede dei Guardiani della Galassia e forse mancava in Avengers: Age of Ultron, come notato da molti "troppo poco (completate voi)" dopo le grandi aspettative create. Il parallelismo fra la storia personale e familiare di Pym e di Lang tira fuori invece l'aspetto emozionale della pellicola.

La scena iniziale, ambientata nel 1989, non è tanto funzionale alla storia ma quasi un omaggio al Marvel Cinematic Universe in generale e alla sua capacità di riunire gli stessi attori a interpretare gli stessi personaggi in qualsiasi frangente: John Slattery torna dopo Iron Man 2 nei panni di Howard Stark, il padre di Tony (solo nel primo Iron Man era Gerard Sanders mentre la versione giovane è sempre stata interpretata da Dominic Cooper); Hayley Atwell è per l'ennesima volta Peggy Carter (amante di Cap, co-fondatrice dello S.H.I.E.L.D. e protagonista della serie tv Agent Carter). Non ci si dimentica che si fa parte del grande Progetto Avengers non solo nelle scene dei titoli di coda ma nei piccoli e grandi riferimenti durante la pellicola, come la battuta epocale "Adesso chiamiamo gli Avengers" o nella scena incontro/scontro di Scott con uno dei loro membri. Non ci si dimentica nemmeno della minaccia dell'H.Y.D.R.A. in seguito agli eventi di Captain America: The Winter Soldier e tuttora presente anche nella serie tv Agents of S.H.I.E.L.D.

Prodotto da Kevin Feige insieme ai produttori esecutivi Louis D’Esposito, Alan Fine, Victoria Alonso, Michael Grillo, Edgar Wright e Stan Lee, il film comprende nel cast anche Bobby Cannavale (Paxton), Michael Peña (Luis), Judy Greer (Maggie), Abby Ryder Fortson (Cassie), Tip “Ti” Harris (Dave), David Dastmalchian (Kurt), Wood Harris (Gale) e Jordi Mollà (Castillo) e Martin Donovan (Mitchell Carson).

- Federico Vascotto

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