lunedì 1 dicembre 2014

0 CORALINE E LA PORTA MAGICA VS CORALINE, RECENSIONE BLU-RAY VS FUMETTO

CORALINE E LA PORTA MAGICA VS CORALINE, RECENSIONE BLU-RAY VS FUMETTO
La Nicola Pesce Editore sceglie con cura le proprie pubblicazioni. Con questo spirito, propone la versione fumettistica di Coraline, disegnata da P. Craig Russell ispirandosi all'omonimo romanzo di Neil Gaiman (lo stesso di American Gods), dopo la realizzazione del lungometraggio d'animazione in stop-motion di Henry Selick. Eppure, per noi, il fumetto racchiude meglio lo spirito di Coraline. Vediamo perché, analizzando l'edizione blu-ray del film e l'edizione rilegata del fumetto.

La trama del fumetto di Coraline

Il fumetto è stato realizzato nel 2011, quindi qualche anno dopo il film (datato 2009), eppure risulta maggiormente fedele al romanzo da cui è tratto. La storia è quella di Coraline Jones, una ragazzina appena trasferitasi coi propri genitori in una grande casa, qualche settimana prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Sconsiderata dai propri genitori, impegnati con il lavoro e le faccende di casa, e dai vicini, che continuano a chiamarla Caroline, la ragazzina annoiata scopre una misteriosa porta murata nel salotto della nuova abitazione. Dovrebbe portare all'altro appartamento vuoto, poiché i Jones non sono gli unici inquilini: vi sono anche due ex attrici strampalate al piano di sotto, con tre terrier e molti ricordi dei tempi passati a calcare il palcoscenico, e un vecchio strambo al piano di sopra, che a quanto dice lui sta addestrando dei topi per uno spettacolo circense.

La porta conduce invece a una casa identica alla sua, con però due genitori amorevoli e sempre attenti alle sue esigenze. C'è un ma, ovviamente: gli “altri genitori” hanno due bottoni al posto degli occhi e un che di sinistro: quando Coraline scopre che vorrebbero tenerla per sempre con sé, dovrà trovare il modo di tornare nel proprio mondo e salvare i propri veri genitori, intrappolati dall'“altra madre”. Il messaggio che traspare dalla storia è una sorta di romanzo di formazione: Coraline deve affrontare le proprie paure e l'atteggiamento dei genitori che - come lei stessa ricorda – nonostante i loro difetti, la amano incondizionatamente. Questo percorso le permette di diventare “adulta”, o meglio pronta per il nuovo anno scolastico, il cui imminente inizio non può essere casuale.

Il confronto fra fumetto e film di Coraline

Se è resa molto bene l'atmosfera della vicenda nel fumetto, lo stesso non si può dire del lungometraggio, che ha però i suoi pregi. Nel film infatti l' “altra madre” a parte i bottoni non ha un aspetto vagamente inquietante ma si trasforma solo quando perde la pazienza con Coraline. Mr. Bobinski - il vecchio strambo del piano di sopra - ha fin troppo spazio nel lungometraggio: senza accento russo, quasi senza nome e quasi assente nel fumetto per apparire nella parte finale, il suo spettacolo dei “ratti danzanti” quasi non si vede, complice nella pellicola probabilmente il target giovane a cui è rivolto.

Il target è probabilmente la “causa” anche dell'aspetto meno cupo - nonostante le influenze di Nightmare Before Christmas - del lungometraggio, dato che il fumetto si presenta come un horror anche se codificato per un pubblico giovanile. Tanto più che nel fumetto i genitori non cambiano improvvisamente modo di rapportarsi con Coraline, con quella festa in giardino che fa tanto “tarallucci e vino”, ma è lei stessa che li accetta per quello che sono, vedendo il lato positivo di sentirsi protetta riavendoli con sé.

Il personaggio di Wyborn - doppiato nell'originale dal giovane Robert Bailey Jr. - è inoltre completamente inventato per il film e, nonostante l'approvazione di Gaiman, ci sentiamo di dire che è fondamentalmente inutile. La giustificazione del regista era di dare alla protagonista qualcuno con cui interloquire, ma allora potevano dare maggiore spazio al gatto, un personaggio riuscitissimo, simpatico e accattivante, almeno nel fumetto.

Merito della versione cinematografica è però aver “allungato” la prima parte della storia, ovvero le volte in cui Coraline va nell'“altro mondo”, in modo da far vedere allo spettatore quanto sia bello e perfetto, almeno apparentemente. Per poi di conseguenza, però, accelerare la parte finale, con alcune sostanziali differenze nell'epilogo, ovvero cosa Coraline deve recuperare oltre ai genitori - le anime e non gli occhi dei bambini fantasma - e il metodo utilizzato per imprigionare la mano dell'”altra madre”.

Da segnalare però il fatto che Henry Selick, lo stesso regista di Nightmare Before Christmas e collaboratore di Tim Burton, abbia “trasportato” qui la tecnica della stop-motion, che è una scelta davvero molto azzeccata per il tipo di storia raccontata. Per chi non lo sapesse, l'animazione “a passo uno” com'è anche chiamata, implica la costruzione di pupazzi e ambienti in scala da fotografare in ogni loro minimo movimento; facendo poi seguire su pellicola - e ora in digitale – 24 fotogrammi per ottenere 1 secondo di film. E' quindi una tecnica dispendiosa e che soprattutto richiede molta pazienza, ma il cui effetto è senza eguali, soprattutto in un'epoca in cui la computer grafica è largamente utilizzata. L'influenza timburtoniana si vede soprattutto nei personaggi - vedi i busti grossi di Miss Spink e Forcible - e negli ambienti, molto “nightmariani”.

I contenuti speciali del blu-ray di Coraline

Ci sono succosi e ricchi extra, nonostante graficamente sia scarna la confezione che analizziamo di Coraline e la porta magica: un semplice amaray di plastica contenente il disco (serigrafato) con entrambe le versioni, 2D e 3D - anche se esiste una versione con copertina cartonata olografica. I contenuti speciali presenti comprendono un corposo making of del film, suddiviso in più parti in modo da non appesantire la visione, con dettagli e retroscena delle varie fasi della sua realizzazione, complessa e articolata.

C'è poi uno speciale tutto dedicato ai doppiatori originali dei personaggi, davvero scelti con cura: abbiamo una giovanissima Dakota Fanning nei panni di Coraline, l'attrice di Desperate Housewives - e per gli aficionados dei fumetti co-protagonista di Le avventure di Lois e Clark Teri Hatcher nei panni delle due madri, le inglesi Jennifer Saunders e Dawn French come le strampalate Miss Spink e Miss Forcible e Keith David - voce dello Stregatto nella serie tv Once Upon a Time in Wonderland, guarda un po' - per il ruolo del gatto che aiuta Coraline nel suo viaggio.

Segue un approfondimento sui misteri del film e sui trucchi per realizzarli. Completano gli extra il canonico commento audio al film e le scene eliminate - curiose però dato il tempo impiegato a realizzarle questa tecnica: la loro assenza viene giustificata dal regista in persona. Una visione obbligata insomma, ma solo dopo aver letto il fumetto e, magari, il libro di Gaiman.

- Federico Vascotto

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