martedì 4 marzo 2014

0 [MOVIES & STRIPS] SNOWPIERCER - LA RECENSIONE DEL FILM


Il regista coreano Bong Joon-ho ritorna nelle sale italiane con Snowpiercer: un film prodotto da Park Chan-wook (Old Boy) e ispirato alla bande dessinée Le Transperceneige (ne abbiamo parlato QUI).

L'abbiamo visto per voi e vogliamo raccontarvi perché vale la pena correre in sala a godervi questa piccola gemma di fantascienza contemporanea.

Per leggere la recensione e vedere il trailer cliccate "continua a leggere"



Così, questa locomotiva autosufficiente e i suoi mille vagoni continuano la loro corsa infinita in un mondo post apocalittico, fino a diventare un'entità divina agli occhi dei passeggeri e del loro inventore. 
Ad accoglierlo durante il tragitto, soltanto una landa ghiacciata e un paesaggio impassibile, che non vale (quasi) la pena guardare neppure dal finestrino. A meno che non lo si faccia per la prima volta dopo diciassette anni come i nostri protagonisti. Infatti, la vista non viene spezzata neppure da monumenti che spiccano solitari come testimoni di un'identità nazionale. Tutto il mondo (passato) appare anonimo e coperto di neve, agevolando in questo modo le tematiche universali della vicenda.
D'altronde, i pochi umani rimasti vivono all'interno delle carrozze: avanti i ricchi e in coda i poveri laddove il calore giunge a malapena e mangiano per lo più agglomerati di proteine.
Qui, loro vivono ammassati l'uno sull'altro e sono soggetti a ispezioni continue da parte dei soldati, che di tanto in tanto vengono a prelevarli con la forza se hanno una qualche utilità per gli abitanti di testa. 
Ma, il film mette in mostra tutti i quaranta milioni di dollari serviti per realizzarlo, quando non lesina sui dettagli alla base del funzionamento di questa società fantascientifica e sugli effetti speciali.
Intanto, Bong Joon-ho non fa preferenze nella lotta di classe che si sta delineando e guarda con occhio cronachistico questo scampolo di umanità insieme alle spietate logiche da cui è retto. Probabilmente è questo approccio a non creare la giusta empatia tra i personaggi e lo spettatore, portando la storia a risentirne nel finale. Perché proviamo pietà per ognuno di loro, ma non troviamo nessuno con cui identificarci, per cui l'epilogo si palesa come una scorciatoia narrativa. D'altronde, l'intenzione del film è quella ultima di far pensare attraverso i dogmi del genere e il sabotaggio dei film di consumo.

Tutto inizia quando Curtis (Chris Evans) con un manipolo – sempre minore – di uomini inizia a ri-salire verso la locomotiva per prenderne il controllo. Da lì in poi anche le inquadrature si fanno agitate e senza alcun tentennamento nel mostrare i crudi scontri tra i rivoluzionari e le guardie agli ordini di Mason (Tilda Swinton). Alla stesso modo, una fotografia improntata soprattutto sul contrasto tra i vari vagoni, non perde la sua efficacia evocativa anche quando il regista la nasconde dietro le scene di lotta.
Anzi, Bong Joon-ho riesce benissimo ad alterare le dimensioni limitate del treno ai fini della narrazione e della spettacolarità, fino a dilatarle all'eccesso durante la sparatoria tra due carrozze lontane e specularmente opposte.
Infine, c'è da dire che proprio nella scena dove Curtis espone a Gilliam (John Hurt) il suo piano rivoluzionario, si nota la prima grande differenza con il fumetto francese da cui il film è stato tratto. Perché Chris Evans ci regala un protagonista sofferto, ma dalle parole del suo vecchio amico capiamo l'ammirazione che i compagni nutrono nei suoi confronti.


Mentre, in Le Transperceneige, Proloff non è un capopopolo e intraprende una fuga solitaria dalla coda  del treno soltanto per sopravvivere. Perciò, non si cura dei compagni che ha lasciato indietro e neppure degli altri passeggeri, tra cui c'è anche la magnanima e sfortunata Adeline.
A dispetto del film dove è assente, la donna ha un ruolo chiave, poiché pungola Proloff sulla propria umanità per strapparlo dal suo nichilismo. Così, insieme ai soldati, lo accompagna da una sezione del treno all'altra – anche qui sempre diversa nell'aspetto e nella funzione – fino a un finale più asciutto, ma non meno doloroso. 
A quanto pare, film e fumetto sono due facce della stessa medaglia dove nessuno ruba niente all'altro. Non perdeteveli. 
P.S Anche perché nella versione integrale del fumetto proposta dall'Editoriale Cosmo ci sono altri due capitoli con protagonista Puig e un altro treno che valgono davvero la pena, perché ampliano le vicende di quest'universo.

Gianluca Lamendola


commenti

0 Risposte a "[MOVIES & STRIPS] SNOWPIERCER - LA RECENSIONE DEL FILM"

Dicci cosa ne pensi

Il tuo commento è importante, grazie!

Cerca nel blog

FIERE OTTOBRE 2016

- 1/2 > Romics - Nuova Fiera di Roma, quartiere fieristico situato sulla Via Portuense. Ore 10 - 20. Info: www.fieraroma.it | www.romics.it


- 2 > La Via del Fumetto & Disco - Via Emilia, 15057 Tortona (AL). INGRESSO GRATUITO. Info: http://www.lafieradelfumetto.com/


- 8/9 > ALEComics - Cittadella di Alessandria, Caserma Montesanto (AL). INGRESSO GRATUITO. Info: www.alecomics.it


- 8/9 > San Donà Fumetto - Padiglione Fieristico "Area Ex Papa", Via Pralungo 9, 30027 San Donà di Piave (VE). Ore 10.00 - 19.00. Info: www.sandonafumetto.it


- 28/29/30/31 [Qui trovate Comic-Soon] > Lucca Comics & Games - Città di Lucca. Info: www.luccacomicsandgames.com



Scopri tutte le altre fiere in Italia

Pierz [per la tua pubblicità - Redazione Comic Soon]

Post più popolari

© Solone Srls 2014. Powered by Blogger.