lunedì 3 febbraio 2014

0 HAYAO MIYAZAKI, INTERVISTA RIGUARDO KAZE TACHINU APPARSA SU REPUBBLICA

hayao miyazaki intervista su kaze tachinu apparsa su repubblica
Domenica, nell'inserto culturale di Repubblica, è apparsa un'intervista al grande Hayao Miyazaki, realizzata da Mario Serenellini e incentrata principalmente su Kaze Tachinu, il suo ultimo lungometraggio.

L'intervista è anche un'occasione per mostrare lo stato d'animo di un Premio Oscar, "scosso dalla guerra e da Hiroshima, inseguito con Fukushima dall'incubo atomico, angustiato da una patria ridivenuta per lui guerrafondaia".

Non a caso recita come motto i versi tratti dal Cimetière marin di Paul Valéry: "Le vent se lève!... Il faut tenter de vivre!", ovvero "Bisogna tentare di vivere, quando si alza il vento." e questo è l'input che gli ha fatto ideare Kaze Tachinu che vedremo in Italia con il titolo Si alza il vento, ovvero che bisogna "tentare di vivere, tornare a farsi attraversare dal vento".

Dopo il "Continua a leggere..." alcuni estratti dell'intervista.


Mario Serenellini ha raggiunto telefonicamente Hayao Miyazaki che si sta godendo la pensione bisticciando con la caldaia a legna e con la presa d'aria, fumando tranquillamente una sigaretta.

Inizia subito respingendo le critiche rivoltegli di essere un traditore in quanto dice che è sempre stato pacifista e che s'è sempre divertito molto a disegnare mezzi militari per cui non vede perché proprio con Kaze Tachinu dovessero nascere polemiche.

Da tempo vive in un Paese in cui non si riconosce: in Giappone S'alza il vento sta godendo d'un grande successo, ma il governo la tratta da "traditore"."Il film, sui sogni infantili e la vita di Jiro Horikoshi, il capo ingegnere progettista degli Zero, i micidiali caccia della Seconda guerra mondiale, ha scatenato le ire della destra nazionalista nipponica per il ritratto al vetriolo dell'esercito imperiale. Ma raccontare favole non significa rinunciare a prendere posizione. Io ho sempre praticato il pacifismo, e non a caso la guerra è presente in quasi tutti i miei film. Anzi, a pensarci bene forse non sono poi neppure così tanto pacifista! Fin da bambino sono affascinato dai meccanismi - e dalle "macchinazioni" - militari: ancora oggi mi appassiona studiare, smontandole pezzo a pezzo, le macchinette di guerra. Mi piace capire come funzionano. E, soprattutto, non mi stanco mai di disegnarle".
Hayao Miyazaki, ha un ricordo confuso della Seconda Guerra Mondiale, essendo nato nel 1941. Più che la paura di quando scappò per un bombardamento, ricorda la meraviglia di una notte illuminata a giorno per le esplosioni delle bombe.

Un'infanzia, la sua, trascorsa sotto il segno della guerra.
"Sono nato nel 1941. Ero troppo piccolo per capire. Ricordo la nostra fuga da casa, a Utsunomiya, un centinaio di chilometri a nord di Tokyo, la notte in cui è stata bombardata: ho visto i miei ammucchiare di corsa pentole e vestiti in una carriola mentre mio padre mi caricava sulla schiena. Ma per me, allora, è stata la festa del cielo: non ero impaurito, ma stupito, incantato, davanti a quella notte improvvisamente spalancata dalle luci. Un'impressione visiva fortissima, che conservo ancora".
Kaze Tachinu (The Wind Rises titolo americano) è anche una riconciliazione con il padre, dato che lui produceva le estremità delle ali degli aerei da guerra e Miyazaki, da pacifista, non aveva mai approvato. 

Un riconoscimento a suo padre?"Mio padre lavorava per l'esercito. Per questo, immagino, aveva in tasca il cioccolato, un privilegio. Ingegnere aeronautico, era titolare della Miyazaki Airplane, quella che costruiva l'estremità delle ali degli Zero. Una fabbrichetta, ma quanto mai redditizia. Fin da ragazzino ero infastidito all'idea che ci fossimo arricchiti con la guerra: adolescente, non facevo che discutere con i miei. Avevo vergogna di mio padre. Ma la preparazione di S'alza il vento mi ha fatto molto ripensare a lui, alle contraddizioni di cui ci nutriamo: chi crede d'essere un puro e di sorvolare la vita da innocente è uno sciocco o un ipocrita. Questo film è anche una riconciliazione. E quella lettera, come un messaggio in bottiglia venuto dal passato, è stata un'ultima rivelazione: quella d'un padre, allora giovane, buono e aperto".

Il significato nascosto di Kaze Tachinu 

Hayao Miyazaki, sfruttando la metafora autobiografica del protagonista che non può pilotare gli aerei che costruisce, fornisce anche la chiave di lettura del film. La frustrazione di sentirsi bloccati nelle proprie aspirazioni e il problema etico di soddisfarle.

Il film è anche il racconto di un sogno infantile, di un volo interrotto?
"Da bambino desideravo diventare pilota. Impossibile, con la miopia di cui ho sempre sofferto e che mi obbliga ormai a disegnare con il naso appiccicato al tavolo. Stesso problema - come si vede nel film - di Jiro Horikoshi, che ha potuto solo "pilotare" le sue creature disegnate. La maggiore frustrazione, però, non è tanto di non potere volare, ma di sentirsi bloccati nelle proprie aspirazioni, di intravedere da giovani strade negate. È poi questo il nocciolo del film, che le autorità, più miopi di me, non hanno colto: un creativo deve impedirsi di realizzare il suo sogno per via delle circostanze o vivere la sua passione, senza preoccuparsi delle conseguenze, magari devastatrici?"

Il futuro di Hayao Miyazaki

Conclude l'intervista parlando della sua pensione e di come questa gli lasci molto tempo per dedicarsi a sé stesso e a fare le cose che più gli piacciono con calma, senza lo stress di pensare ai lungometraggi. inoltre spiega perché in tutte le sue opere c'è l'erba nel vento. E' un simbolo della natura che che riconquista quello che gli spetta. Giusto per ribadire il suo impegno ambientalista visto anche in Princess Mononoke e Nausicaa.

Ma la sua protesta è sempre stata la matita. Dunque..."... Finché potrò guidare la mia 2 Cv continuerò ad andare regolarmente ogni giorno agli Studi Ghibli. Ho in progetto vari corti. Mi sono liberato del cappio dei lungometraggi. E ho ridotto i miei orari: un quarto d'ora più tardi al mattino, mezz'ora prima la sera. Pensi che una volta lavoravo tanto che non mi rendevo conto di che cosa mi passasse accanto: i Beatles, per esempio, me li hanno raccontati dopo. Eppure erano della mia generazione! Sono tornato a disegnare manga: una storia di samurai nel Giappone del XVI secolo. Ho più tempo a disposizione per le escursioni in montagna o per stare in casa con mia moglie. Posso persino godermi in tv i Simpson che prendono in giro i miei fantasmi. E spesso torno a Fukushima, dove osservo con quale forza e dolcezza silenziosa la natura, in assenza dell'uomo, riconquista i suoi diritti. Il primo segnale è l'erba, la sua tenerezza, il suo delicato muoversi nel vento. Finché potrò maneggiare un pennello o un pastello, non mancherà mai nei miei fogli l'erba nel vento".

Nell'intervista, inoltre (che potete leggere per intero nel link sotto indicato) viene anticipato che Kaze Tachinu, o meglio la versione italiana intitolata Si alza il vento verrà distribuito da Lucky Red nei cinema italiani  a maggio 2014.

Fonte; Repubblica

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