venerdì 24 gennaio 2014

0 [MOVIES & STRIPS] BLADE 2: LA BELLA, IL MOSTRO E IL CACCIATORE


Vampiri. Molto prima dei robottoni di Pacific Rim, Guillermo Del Toro si cimentò con l'archetipo horror dei succhiasangue. Inoltre, l'estate prossima il network FX trasmetterà gli episodi di The Strain: adattamento dell'omonima trilogia di romanzi scritti dallo stesso regista insieme a Chuck Hogan (poi diventati dei comic books grazie a David Laphan).

Tuttavia, in Blade 2, il regista non cambia tanto la loro immagine, come aveva fatto Stephen Norrington in Blade, quanto piuttosto il modo di raccontare le loro scorribande.

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Pertanto, troviamo un avvocato umano accanto a Damaskinos, un signore dei vampiri che sembra uscito dagli incubi di Murnau o Herzog. A contraddistinguerlo sono i suoi modi lenti e posati, quasi sospesi nel tempo, che cozzano in maniera evidente con l'azione intensa della vicenda.

Blade, Nyssa (Leonor Varela) e Nomak (Luke Goss) sono i tre poli attorno a cui ruota la struttura narrativa. Il primo, di cui parleremo dopo, è un cacciatore di vampiri creato nel 1973 da Marv Wolfman e Gene Colan per la Marvel e fece la sua prima apparizione nella serie antologica Tomb Of Dracula (In Italia ne Gli albi dei supereroi corno n°49 contenente “Dracula. La croce di fuoco”).

Mentre Nyssa irrompe nella base operativa del nostro antieroe con l'agilità di una ninja esperta. È lei a minacciare la virilità del protagonista con la sua spada nel loro primo incontro, dove lui ne tiene a sua volta una penzolante sulla sua testa. Insomma, una tesa situazione di stallo già vista in tanti film d'azione. In effetti, la ragazza è il primo contatto che il cacciatore ha con i combattenti d'élite che formano l'Emobranco: una rivisitazione sovrannaturale di Quella sporca dozzina che è stata addestrata per uccidere Blade, prima che le circostanze li facciano diventare alleati. Così, la scelta presa da Del Toro di non dare risalto ai tratti peculiari dei non morti, come la velocità e la sete, fanno procedere la storia sempre più verso il genere action.

Perciò, quando non sfruttano il corpo a corpo, i personaggi fanno uso spropositato di grandi pistole e di armi hi-tech. E allora, Reinhardt (Ron Perlman) non può fare a meno di fare il gigione mentre arrostisce uno dei nuovi vampiri che minaccia la sua razza e che lo ha spinto ad allearsi con il loro nemico.

In fin dei conti, il film appare come una grande caccia e anche il prologo mostra Blade intento a stanarli nei loro covi dove non sono nascosti in bare, ma sniffano e ascoltano musica tecno. C'è un vampiro paffutello che indossa un boa, altri che esprimono la loro indole masochista priva di freni  e altri che fanno i teppisti in motocicletta. Tuttavia, una cosa appare chiara: fino a quando non si disintegrano sotto i nostri occhi per via di un proiettile d'argento, non abbiamo mai la certezza che siano vampiri. Ci fidiamo di quello che sappiamo. Ci fidiamo degli intenti di Blade e delle parole di Nyssa riguardo all'onore di appartenere alla sua razza millenaria.

Perché a portare l'orrore è Nomak che ricorda con la sua storia quella del mostro creato dal dott frankestein. Soltanto, che questo vampiro mutato ha dalla sua parte anche il potere del contagio oltre che la forza della rabbia.


La scontro nelle fogne tra la sua progenie malata e l'Emobranco riverbera di una tensione e di dinamiche viste in tanti film di genere, ma Del Toro riesce a farle sue lavorando sulla brillantezza tipica dei personaggi nei film d'azione.

Tuttavia, il mostro è pure la chiave per collegare le tessere di una vicenda, ricca di doppi giochi, che chiuderà il suo cerchio nel vendicativo finale da tragedia greca. Poco prima che l'ultimo confronto tra bene e male riprenda le caratteristiche dei cinecomic: il protagonista non è umano e neppure un vampiro, ma un essere unico che ha acquistato sfortunatamente le capacità dei vampiri (eccetto la vulnerabilità al sole) quando sua madre fu morsa al momento del parto.

Nel film Wesley Snipes presta la sua simpatia e i suoi muscoli al personaggio di Blade, che nacque sulla scia della blaxploitation come capiamo dalla sua aria da duro, il suo cesto di capelli afro e dai suoi occhiali appariscenti. Inoltre, nella sua vita editoriale non ha combattuto sempre da solo, ma ha fatto spesso parte dei Nightstalkers: un gruppo formato da eroi legati al mondo del soprannaturale come il mago supremo Doctor Strange e il vampiro detective Hannibal King.

Attualmente, dopo tanti periodi passati in standby, la sua crociata lo sta riportando a gironzolare nel raggio d'azione di una delle tante formazioni degli Avengers. Noi speriamo che la sua caccia riprenda anche sul grande schermo, dopo Blade Trinity e dopo una serie tv di pochi episodi.

P.S. E tanto per non fare una questione di look: nel film c'è anche un semi sconosciuto Norman Reedus a vestire i panni del nerd prima di quelli da vero duro in The Walking Dead.

Gianluca Lamendola

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