lunedì 14 ottobre 2013

0 [RECENSIONE] COME TEX NESSUNO MAI


Come Tex nessuno mai (DVD)
Sergio Bonelli - Il timoniere dei sogni (albo)
Uscita: 26/09/2013
prezzo: euro 9.90

E' in edicola, da fine settembre, il film-documentario Come Tex nessuno mai, dedicato a Sergio Bonelli, del regista Giancarlo Soldi (grande appassionato di fumetti e amico del noto editore), che ha ricevuto il patrocinio della città di Milano, ove è stato presentato in anteprima il 20 settembre scorso, in occasione dell'anniversario della sua scomparsa.

Nella stessa confezione, è presente l'albo Sergio Bonelli - Il timoniere dei sogni, che raccoglie l'episodio a colori intitolato L’uomo del Texas disegnato da Aurelio Galleppini e sceneggiato dallo stesso Sergio Bonelli, già pubblicato nel 1977, nel nono volume della collana Un uomo un’avventura.

Il libro raccoglie interventi di Davide Bonelli, Graziano Frediani e Luca Boschi dedicati allo sceneggiatore e all'importanza da Egli rivestita nella compagine editoriale nazionale (ancorché in termini decisamente minimalisti rispetto a quanto validamente espresso ne L'Audace Bonelli – L'avventura del fumetto italiano, volume di cui si consiglia caldamente l'acquisto).




Per parlare dei contenuti del cortometraggio, invece, devo necessariamente condividere una mia esperienza personale. Prego il lettore che non dovesse capire nell'immediatezza, di attendere la fine della narrazione: se costui ha effettivamente conosciuto Sergio Bonelli, gli ha soltanto parlato o lo ha semplicemente intravisto, fosse anche una sola volta, magari di sfuggita, garantisco che la nebbia espositiva che caratterizza la narrazione che segue si dipanerà agevolmente a fine lettura.

Nei primi anni '90, vivendo e studiando a Modena, non mancavo di visitare l'ambita fumetteria Alessandro Distribuzioni di Bologna, ove spesso si effettuavano presentazioni, meeting, conferenze e altre interessanti iniziative legate al mondo dei fumetti.

Verso la fine del '91, ma sarebbe potuto anche essere l'inizio del '92, al termine di una presentazione di una qualche serie di cui rammento ben poco (il ricordo, ahimé, non è molto nitido), mi trovai inserito nel consueto caos del dopo-conferenza, in cui disegnatori, sceneggiatori ed editori venivano attorniati dagli astanti per le consuete interviste, gli autografi e disegni di rito.

In una siffatta compagine, defilato rispetto ad altri centri di interesse, intento a chiacchierare con una, forse due persone, stava Sergio Bonelli, sereno, amabile, affabile.

Come detto, non rammento tutto con estrema chiarezza, ma mi sembra proprio che Egli non avesse partecipato alla conferenza. Pertanto, il ricordo che ho di lui in solitaria, non attorniato da fan invadenti e numerosi, dovrebbe risultare attendibile.

In quel periodo, il web non era ancora esploso in tutto il suo potenziale comunicativo e quindi il volto dello sceneggiatore non era così noto come oggi: non era pertanto infrequente che un personaggio come lui si aggirasse tranquillamente tra gli scaffali di una fumetteria, al termine di una conferenza, senza che venisse riconosciuto.

E ciò, pur considerando che, all'epoca dei fatti che qui si narrano, la Bonelli era già una realtà consistente dell'editoria, non fosse altro per Tex e Dylan Dog, due testate così diverse ma così intimamente legate dai macroscopici numeri di vendita, da riuscire a vincolare lettori che sul piano anagrafico – e, conseguentemente, anche su quelli culturale e sociale – erano assai distanti tra loro.

Continuando nel racconto, successe che, pur nella consapevolezza di trovarmi molto emozionato di fronte ad un pezzo grosso dell'editoria nazionale, mi ci misi subito a parlare, scoprendolo estremamente cortese e disponibile. Dopo avere espresso, con quel piglio di inconsapevole incoscienza tipico dei più giovani, scarso interesse per personaggi entrati di diritto nell'immaginario collettivo, a lui cari estremamente cari – per esserne stato sceneggiatore (Tex), creatore (Mister No e Zagor) o che, a causa delle vendite sempre crescenti, rappresentavano un caso più unico che raro nell'editoria a fumetti (Dylan Dog) – mi ritrovai ad esaltare fin da subito le qualità della mia serie preferita, Martin Mystère (verso la quale, da allora, conservo ancora oggi immutata ed incodizionata passione). 

Tra le varie cose, gli dissi che avevo tutta la collezione e che cercavo da tempo le edizioni straniere della serie. Soggiunsi, inoltre, che Alfredo Castelli era un gran mattacchione: con lui, sempre nello stesso luogo, avevo avuto tempo prima un lungo dialogo, per due terzi del quale avevo ignorato chi fosse in realtà giacché da un lato non lo avevo mai visto, neanche in foto, dall'altro, molto divertito, aveva omesso di presentarsi. 

Soggiunsi, inoltre, che Alfredo mi aveva promesso di inserire, in una storia di Martin Mystère ambientata in Italia, una vignetta raffigurante due cadetti dell'Accademia Militare della vicina Modena, che mi pregiavo in quel periodo di frequentare in qualità di cadetto. La risposta di Sergio Bonelli fu divertita e divertente: mi riferì che Castelli non era affidabile, in tal senso, perché era sempre preso da così tante iniziative che, immancabilmente, non riusciva a seguirle tutte, arrivando puntualmente a dimenticarsi impegni, promesse, scadenze (ed infatti, ad oggi, non ha mai mantenuto fede a quella promessa).

Parlammo tanto, se si considera che lui era Sergio Bonelli e che forse avrebbe potuto, o dovuto, dedicarsi a ben altri impegni. In tutto ci tenemmo impegnati per una ventina di minuti, che sembrano pochi ma che, invece, se si pensa alla compagine ove l'incontro si concretizzò, sono da considerare un range temporale assai esteso.

Purtuttavia, Egli tenne duro fino alla fine: ogni tanto stringeva una mano; altre volte salutava qualcuno da lontano, alzando un braccio o facendo un cenno col capo; sempre riprendeva il discorso dove lo avevamo lasciato. Si capiva che stava proprio bene con questo giovanotto un po' ingenuo, a tratti esaltato, talmente giovane che poteva essere suo figlio (ed infatti, mio padre è nato un anno dopo di lui): ebbi l'impressione che fosse affettuosamente divertito dal mio atteggiamento galvanizzato ma genuino.

Ci salutammo con una stretta di mano di cui, purtroppo, mi è rimasta poca traccia in mente. Suppongo la sua presa fosse energica, ma non invadente: me lo suggerisce il suo sguardo orgoglioso ma umile, i suoi occhi vivi, il suo sorriso sincero, che invece mi sono rimasti fortemente impressi. Tutto di lui, anche nel linguaggio non verbale, alludeva ad un profondo substrato caratteriale che Egli, di lì a breve, avrebbe inconsapevolmente sublimato con una promessa inaspettata ma oltremodo gradita: mi salutò, infatti, pregandomi di ricordargli i termini di quella promessa con una missiva epistolare da inviargli alla redazione di via Buonarroti.

“Non mancherò”, gli dissi, pur nella convinzione che gli avrebbe dato scarsa considerazione.
“Potrà mai pensare a me, con tutte le cose che ha da fare, con le innumerevoli richieste che dovrà gestire, con i tanti progetti che dovrà esaminare?”.

Ed invece, con mia grande gioia, rispose tempestivamente: nel maggio del 1992, infatti, ricevetti la lettera sotto integralmente riportata, da lui firmata il 7 dello stesso mese:
“Caro Gianluca, ricordo perfettamente il nostro incontro nella simpatica confusione nei locali di Alessandro Distribuzioni. Ben volentieri mantengo fede alla mia offerta inviandoti 3 copie delle uniche edizioni straniere esistenti di Martin Mystère. Non è escluso che, tra qualche mese, venga data alla stampa un'edizione francese e spagnola. Se vorrai rinfrescarmi la memoria, non mancherò di mandartene una copia. Ti accludo, anche se con un certo imbarazzo (visto che non sono né un divo dello schermo, né un asso dello sport) una mia foto con l'autografo. Ti ringrazio per la simpatia e ti saluto cordialmente. Sergio Bonelli”.

Orbene, cosa c'entra tutto questo con il DVD in argomento?

C'entra, c'entra, perché in questo cortometraggio si respirano le stesse identiche sensazioni sopra evocate. Nel documentario, se sarete attenti, scorgerete ben presto voi stessi, come io ho intravisto me stesso. Ognuno di voi si riconoscerà tra i fan che chiaccherano amabilmente con Sergio Bonelli o seduto tra il pubblico, invisibile perché non ripreso dalla telecamera, mentre Egli dialoga con gli astanti nel corso di una conferenza stampa o di una presentazione.

Vi stupirete di sentir parlare gli intervistati in un linguaggio a voi congeniale, dovesse anche trattarsi di personaggi del calibro di Bernardo Bertolucci o di Gabriele Salvatores mentre disquisiscono di Alessandro Manzoni e dei Promessi Sposi, facendo inediti ma azzeccati accostamenti con la letteratura fumettistica tipica del Tex.

Vi scoprirete estremamente preparati allorquando gente come Milo Manara, Giovanni Ticci, Tiziano Sclavi riesumerà le esperienze della Bonelli a partire dall'immediato dopoguerra, quando la società era presente con altra ragione sociale, tratteggiando le evoluzioni editoriali dei decenni successivi.

E poco importa se i contenuti extra del DVD non sono altro che riprese amatoriali catturate quasi piratescamente nel corso di alcuni dei viaggi effettuati dal protagonista in altri continenti, totalmente privi di dialoghi originali, di narrazione esterna, di musiche di sottofondo: sarete infatti voi stessi a donare la giusta voce fuori campo e a fornire la più idonea colonna sonora a quelle immagini, avviando un processo di soggettivazione interiore che si evolverà ad ogni visione, diversificandosi di volta in volta.

Tutto questo succederà perché, quando assisterete alla vostra “prima” del film, scoprire che il Sergio Bonelli che avevate conosciuto 5, 10 o 20 anni fa, è esattamente quello riportato nel film, quello di sempre.

Non fingeva, Sergio Bonelli, quando vi stringeva la mano, vi sorrideva, vi salutava con un braccio alzato o un cenno del capo, quando vi parlava dei suoi collaboratori, disegnatori o sceneggiatori, quando descriveva una personaggio dei suoi fumetti, quando vi prometteva che vi avrebbe spedito il materiale da voi ricercato.

Questo è il Sergio Bonelli che il regista Giancarlo Soldi ci ha voluto mostrare.
Questo era Sergio Bonelli.

Il lettore che lo ha conosciuto, gli ha parlato o lo ha semplicemente intravisto, fosse anche una sola volta, ha certamente intuito quali saranno i contenuti materiali e sostanziali di questo importante documento.

La nebbia si è dipanata, vero? 

- Gianluca Livi

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