venerdì 6 aprile 2012

0 DIGITAL DIVIDE - NIENTE è PER SEMPRE


[Articolo tratto da Comic-Soon n°16, marzo 2012]

Che la Sony non stia passando un buon momento, non è difficile da capire.
Le perdite del 2011 ammontano a poco meno di tre miliardi di dollari, le previsioni per l’anno fiscale in corso sono devastanti e il suo nuovo CEO, Kazuo Hirai (che ha preso il posto dell’americano Howard Stringer) si fascia la testa in anticipo, annunciando un anno di lacrime e sangue. Si potrebbe pensare che la causa del problema sia legata alla crisi economica mondiale, ma in realtà anche gli analisti finanziari sono concordi nel dire che le attuali difficoltà del colosso giapponese siano in primo luogo legate alle sue scelte produttive e commerciali.





Non è stata premiata, ad esempio, la decisione della Sony di puntare fortemente sul 3D casalingo, convertendo quasi tutta la sua gamma di schermi a questa tecnologia. La gente si è dimostrata poco interessata a starsene sul divano di casa propria con indosso dei brutti e scomodi occhiali per la visione stereoscopica, e ai costosi dispositivi Sony negli ultimi anni ha preferito quelli Samsung, azienda che, grazie allo straordinario rapporto qualità-prezzo dei suoi prodotti, ha prima insidiato e poi detronizzato la Sony dal suo ruolo di leader dell’home theatre.
Detronizzazione che fa il paio con quella avvenuta qualche anno prima nel settore dei dispositivi musicali, dove la Sony e il suo Walkman hanno ceduto il passo alla Apple e l’iPod
Non parliamo poi dei supporti. Dopo i disastri del Betamax, dei Minidisc e degli UMD, la Sony ha finalmente vinto una battaglia con il Blu-ray. Peccato che la guerra sia stata persa.
I supporti fisici sono abbandonati sempre più velocemente in favore dei soli contenuti digitali, il settore dell’intrattenimento è in una crisi profonda a causa della pirateria e cerca di proteggersi e rilanciarsi attraverso piattaforme come l’Apple Store, Netfix, Steam, Origin e via dicendo, e la Sony, nonostante l’enorme catalogo musicale, cinematografico e videoludico di cui dispone, sta cominciando solo ora a mettersi al passo.
E il settore gaming, quello che ci sta più a cuore, come va? A causa dei suoi costi di sviluppo e di produzione altissimi, di un prezzo di vendita sottocosto per Sony ma troppo alto per i consumatori e delle vendite partite oltremodo lente, la Playstation 3 ha cominciato a fare soldi solo recentemente (rimanendo comunque il fanalino di coda di questa generazione di macchine da gioco), dopo averne fatti perdere parecchi. I seri problemi di sicurezza del suo network online e il misero fallimento della periferica Move (ancora più umiliante se messo a confronto con l’enorme successo del Kinect), completano un quadro non molto roseo per l’ammiraglia della Sony.

Ma le cose vanno persino peggio per le piattaforme mobili. La PSP, nonostante le innumerevoli versioni introdotte sul mercato (o, forse, a causa di queste), non è riuscita nemmeno a intaccare lo strapotere di casa Nintendo nel settore delle console portatili. E non sembra che le cose stiano andando molto meglio per la nuovissima Vita, piccolo gioiello tecnologico, arenatosi come una balena spiaggiata nel mercato interno giapponese (quello che per le console portatili conta davvero) e che ora deve sperare di rilanciarsi nelle piazze americane ed europee per evitare il completo disastro. Inutile anche stare a parlare di esperimenti come Xperia Play, il cellulare con dentro una Playstation, con cui Sony ha dato il colpo finale al suo già disastrato reparto dedicato alla telefonia mobile. Cosa rimane? Il settore dei computer, dove i portatili Vaio continuano a godere di un certo prestigio, per quanto lo scenario sia sempre più in mano alla mela morsicata di Cupertino.
E così, mentre una nuova generazione di macchine da gioco si sta cominciando a profilare all’orizzonte (con tutto quello che comporta in termini di costi e investimenti), la Sony dichiara che sarà l’ultima a immettere una nuova console sul mercato, dando così più corpo e credibilità alla voce che in questi giorni sta circolando a proposito del fatto che una delle tre grandi (Nintendo, Microsoft e, appunto, Sony) si defilerà dalla battaglia, saltando un giro, per così dire.
Riuscite a immaginare un mondo senza Playstation?
E, soprattutto, sarebbe così male, per il settore, avere una macchina da gioco in meno?

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